Migranti: associazioni francesi e italiane, “governo francese ponga fine a pratiche illegali generalizzate che avvengono alla frontiera italiana”

“Chiediamo al governo francese di porre fine alle pratiche illegali generalizzate che avvengono alla frontiera italiana”. A scriverlo in un comunicato diffuso questo pomeriggio, alla vigilia del Consiglio europeo di Bruxelles, sono le associazioni francesi e italiane impegnate nel sostegno ai migranti e ai rifugiati nell’area di Mentone-Ventimiglia. Il comunicato, pubblicato sul portale di Amnesty International, è stato diramato al termine di un incontro che, per la terza volta nell’ultimo anno, ha visto riunirsi oltre venti associazioni, italiane e francesi, radunate nel tentativo di “rinforzare le proprie azioni” dai due lati della frontiera. Tra i soggetti coinvolti la sezione francese di Medici Senza Frontiere, Secours Catholique Caritas France I, la Pastorale dei migranti della diocesi di Nizza, Roya Citoyenne, Oxfam France insieme, sul fronte italiano, ad Asgi, Caritas Intemeglia, Intersos, Diaconia Valdese e molti altri. “La crisi dell’Europa e delle politiche europee – si legge nel comunicato – hanno portato a pratiche illegali che sono dannose per la dignità e la sicurezza di migranti e rifugiati, qualunque sia la loro situazione. Quello che succede alla frontiera franco-italiana non fa eccezione: il ripristino dei controlli dal 2015 è divenuto il pretesto per la banalizzazione di molte pratiche illegali da parte delle autorità francesi, nonostante gli interventi della giustizia e di molte autorità indipendenti”.

A confermalo è l’attività di monitoraggio svolta dalle associazioni dal 24 al 26 giugno scorsi. Tra le pratiche illegali denunciate: “il respingimento di 157 persone in Italia, senza che sia data loro la possibilità di chiedere asilo o che la propria situazione individuale fosse studiata, nonostante questa pratica sia stata giudicata illegale dal Tribunale amministrativo di Nizza il 2 maggio 2018”; “la privazione delle libertà di 76 persone, in condizioni indegne e senza che le persone avessero accesso ai loro diritti,tenute nel locale della polizia alla frontiera di Mentone per 14 ore. Una privazione delle libertà che supera largamente la durata di 4 ore giudicata ammissibile dal Consiglio di Stato francese nel luglio 2017”; “il non riconoscimento da parte delle forze di polizia della minore età di undici giovani, rinviati illegalmente in Italia e ri-accompagnati dalle forze di polizia italiane in Francia”. Il documento si conclude con la richiesta al governo italiano di “fermare le offese verbali contro i migranti e di non abbandonare i valori di ospitalità dell’Italia”, mentre ad entrambi i governi si chiede di “trovare modi per mostrare solidarietà nell’accogliere anziché competere nell’invettiva, nel respingimento di migranti e rifugiati e nella violazione dei diritti”.

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