Lavoratori stagionali: messaggio del vescovo di Nocera Inferiore-Sarno per l’apertura della stagione di raccolta dei pomodori

“Nessuno dimentichi, lavoratori e imprenditori, che il pomodoro ha il colore del cuore, cioè dell’amore, e del sangue chiamato a trasmettere e a portare la vita, edificando insieme la civiltà dell’amore”. È quanto scrive oggi il vescovo di Nocera Inferiore – Sarno, mons. Giuseppe Giudice, ai lavoratori stagionali che si apprestano ad iniziare il lavoro di raccolta e trasformazione del pomodoro. “Il pomodoro richiama il sapore di casa e della famiglia – ricorda mons. Giudice – la pizza con gli amici, l’odore del ragù per la domenica; è oro rosso, rosso come il colore del sangue”. Di fronte a quest’oro, che offre a tante persone la possibilità di lavorare, nascono però diverse domande, che il vescovo di Nocera Inferiore elenca puntualmente nel suo messaggio. “Ho ascoltato tante storie, anche belle ed edificanti, e come vescovo mi chiedo: è sempre rispettata la dignità del lavoratore? Si investe sulla sicurezza? Si rispettano nella paga i contratti sindacali? Si è attenti alle esigenze del lavoratore e ai turni da svolgere? Le donne, innanzitutto, sono rispettate e protette nella dignità femminile? Le zi-maestre, così sono chiamate quelle donne che sorvegliano, mentre l’oro scorre sui tappeti, hanno la capacità di leggere con attenzione il volto dei lavoratori, specialmente quello delle lavoratrici? O, dimenticando di essere anch’esse donne, mogli e mamme, sono lì solo per controllare e segnare qualche ora in più o in meno?”. Mons. Giudice sottolinea di essere “vescovo di tutti, specialmente di chi potrebbe sentirsi indifeso, sfruttato, non protetto e lasciato solo nella fatica”, ed elogia i lavoratori stagionali che “sono una ricchezza per il nostro territorio e una possibilità per le famiglie”. “Sono tanti – aggiunge – li vedo in fila con colori diversi dinanzi ai luoghi della lavorazione, un popolo quasi sconosciuto e invisibile che, nel tempo delle vacanze, va a lavorare per arrotondare il salario della famiglia, per gestire qualche situazione, per saldare qualche debito, per evitare una disoccupazione perenne e mettere qualche cosa da parte, quando è possibile, per stagioni più magre o, anche, per soddisfare qualche desiderio personale”.

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