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Comece: politica Ue di difesa si basi su “diplomazia, prevenzione dei conflitti e sicurezza umana”

(Bruxelles) È necessario riflettere ulteriormente “a livello di Ue sugli obiettivi a lungo termine della politica europea di sicurezza e di difesa”, obiettivi che “dovrebbero adottare un approccio basato sui diritti ed essere orientati verso il rafforzamento della sicurezza di individui, famiglie e comunità”. È il suggerimento della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) che in una tavola rotonda sulle “nuove tecnologie di difesa”, ha discusso degli “sviluppi attuali” del settore e delle questioni “giuridiche, di sicurezza ed etiche” che sollevano. La riflessione si è posta nel contesto della recente proposta della Commissione europea sul futuro dei fondi europei di difesa. La Comece incoraggia “la comprensione della difesa come concetto globale” si legge in una nota che riferisce dell’incontro. “Poiché la sicurezza militare non è sufficiente per affrontare le numerose sfide per la sicurezza oggi, l’Ue dovrebbe meglio articolare le iniziative di ricerca e di tecnologia nel campo della difesa con altri settori politici, tra cui la diplomazia, la prevenzione dei conflitti e la sicurezza umana, socio-economica ed ecologica”. Indispensabile è che lo sviluppo di nuove tecnologie di difesa vada “di pari passo con lo sviluppo di un quadro etico e antropologico comune” e sia “strettamente connesso con il rispetto dei diritti umani”. La Comece ha prodotto recentemente un contributo sul tema della difesa, intitolato “Whose Security?, Whose Defence?”.

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