Diocesi: Carpi, inaugurata Cittadella della Carità. Paola Focherini, “grande gioia vedere ricordati i miei genitori insieme”

“Il fatto che siano insieme anche a Carpi mi dà molta gioia. Nel 2014 è stata dedicata ai miei genitori la scuola di Rumo (Trento), nostro paese di origine. Sono stati i primi a capire i sacrifici, la grandezza della mamma. E anche nostri, dei figli. Perché nessuno ha mai considerato anche il nostro dolore. Io il babbo non l’ho nemmeno conosciuto, avevo sette mesi, quando è stato deportato. Ora li vedo sorridere e dire ‘finalmente anche a Carpi ci hanno messo insieme!’”. Lo ha detto oggi Paola Focherini, presente a Carpi insieme con due sorelle, figlia del beato Odoardo Focherini e di Maria Marchesi, a cui è stata intitolata la Cittadella. “Io sono la settima ma io sono sicura che il babbo mi ha accolto come quando è nata la prima figlia. Il babbo diceva sempre – me lo raccontava la mamma – che ero come gli altri, non di meno perché ero l’ultima. Il babbo era molto speciale e secondo me non è valorizzato abbastanza”, ha concluso Paola Focherini.

La cittadella sorge nell’area che avrebbe dovuto ospitare un nuovo edificio di culto che poi è stato giudicato non più necessario. C’è però una cappellina – nel cui altare è murata una pietra benedetta da Papa Francesco e proveniente dalla chiesa dell’Immacolata Concezione di Qaraqosh – significativa “perché si apre verso l’esterno: è un richiamo per la gente che abita in questo quartiere. Un modo per stare in mezzo alla gente, questo edificio è in mezzo all’abitato. Uno spazio libero, aperto. Che si può percorrere, attraversare. Mi pare che sia un’opportunità per dare un ambiente di ritrovo per le persone. Una grande occasione di vicinanza e di prossimità”. Lo ha detto don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo