Turchia: Amnesty, “resta in carcere senza prove e contro ogni logica il nostro collega Kiliç”

“La decisione di continuare a tenere in prigione il nostro collega ci spezza il cuore e rappresenta un’altra parodia della giustizia. Dopo oltre un anno lontano dalla sua famiglia e senza uno straccio di prova credibile a sostegno delle assurde accuse nei suoi confronti, il crudele prolungamento della sua detenzione sfida ogni logica”. Così il segretario generale di Amnesty international, Salil Shetty, commenta il prolungamento della detenzione del difensore dei diritti umani e presidente onorario di Amnesty international Turchia, Taner Kiliç, al termine dell’udienza del 21 giugno. “In precedenza, nel corso di questo mese, ogni legittimità della posizione della pubblica accusa era venuta meno dalla trasmissione, assai ritardata, di un rapporto della polizia che concludeva che mai Taner aveva avuto sul suo telefono l’applicazione di messaggistica ByLock, la prova regina nei suoi confronti. Un secondo rapporto presentato dalla polizia nell’udienza del 21 giugno lo aveva ulteriormente confermato”, ricorda Shetty: “Per questo, Taner avrebbe dovuto essere rilasciato immediatamente e senza condizioni. Ma invece di celebrare felicemente la loro riunione lungamente atteso, sua moglie e i suoi figli hanno dovuto soffrire il ritorno di Taner nella cella sovraffollata dove ha già trascorso oltre un anno della sua vita”. “La situazione di Taner – afferma – è emblematica di quanto sta accadendo attualmente in Turchia. Molti difensori dei diritti umani languono in carcere o vivono nella costante paura di essere arrestati. Noi continueremo senza sosta a lottare per Taner, per gli altri 10 difensori dei diritti umani sotto processo insieme a lui e per tutte le altre persone finite ingiustamente in carcere nel corso della repressione in corso”. La prossima udienza è prevista per il 7 novembre.

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