Siria: card. Zenari (nunzio), “cristiani decimati, una ferita enorme per la Siria”

“La guerra ha decimato le nostre comunità. È una ferita enorme per la Siria e per le Chiese locali. I cristiani per la Siria, ma credo si possa dire per tutto il Medio Oriente, sono come una finestra aperta sul mondo grazie al loro spirito aperto e tollerante”. Lo afferma, in una intervista al Sir, il nunzio apostolico in Siria, il card. Mario Zenari. Parlando a margine della assemblea Roaco, che si è chiusa oggi, con l’udienza di Papa Francesco, il rappresentante vaticano definisce “importante il contributo dei cristiani alla Siria: durante la Renaissance araba, nel campo letterario, artistico e anche politico, con tante personalità di spicco. Basti dire che lo stesso fondatore del partito Baath era un cristiano ortodosso”. Le Chiese sono molto attive “nel campo dell’assistenza sanitaria, con ospedali, cliniche e ambulatori e dell’istruzione con le scuole. I cristiani per la Siria, ma credo si possa dire per tutto il Medio Oriente, sono come una finestra aperta sul mondo grazie al loro spirito aperto e tollerante. Nei villaggi misti tutti si trovano bene con i cristiani. Ogni famiglia cristiana che parte è, allora, una finestra sul mondo che si chiude”. Il nunzio, nell’intervista, si sofferma anche sul ruolo delle religioni nel promuovere la pace e il dialogo e ricostruire così il tessuto sociale siriano devastato dalla guerra in corso. “Non è una guerra di religione ma è, per certi aspetti, una guerra civile, almeno all’inizio, diventata poi regionale e internazionale. Se si guarda a quella siriana come a una guerra civile, con cittadini dello stesso Paese che si combattono da fronti opposti – dichiara il card. Zenari – allora le religioni devono impegnarsi per portare un po’ di pace tra la gente. È una sfida enorme per le religioni, in particolare per quella musulmana professata dalla stragrande maggioranza della popolazione”.

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