Accademia dei Lincei: Maffei, “l’anziano è spesso ridotto in solitudine” aumentando il rischio di “accelerare il suo declino cognitivo”

In occasione della chiusura dell’anno accademico all’Accademia dei Lincei, il neurologo Lamberto Maffei, affrontando le diverse fasi dello sviluppo cerebrale dell’uomo, si è soffermato sulla “patologia fisiologica” che colpisce da sempre il genere umano: l’invecchiamento. E tra le fragilità legate all’invecchiamento, ha ricordato quella cognitiva e l’aumento dei rischio di demenza, che sono da considerarsi “una minaccia, sia dal punto di vista medico, che sociale ed economico”. Il neurologo ha ricordato l’inizia scientifico-clinica “Train the brain”, che ha portato a miglioramenti significativi tra i pazienti giudicati a rischio Alzheimer. “Alla fine del trattamento durato 7 mesi, la maggioranza dei pazienti, con l’eccezione di uno, mostra un miglioramento notevole che per molti di essi significa ritorno alla normalità – ha puntualizzato Maffei –. La circolazione cerebrale risulta aumentata al livello dei centri della memoria e, in grado minore, in tutto il cervello. I risultati sono entusiasmanti e tali rimangono anche se in grado lievemente minore dopo 7 mesi dalla fine della terapia”. Dopo Roma è in programma di far partire il progetto “Train the Brain” anche in Sardegna”. Un pensiero, infine, anche ad un’altra patologia che affligge molte persone anziane oggi. “Voglio richiamare l’attenzione sulla situazione dell’anziano – ha affermato Maffei –, che con la globalizzazione e il cambiamento dei costumi familiari, lo sviluppo rapido della tecnologia delle comunicazioni, si pensi semplicemente allo smartphone, è spesso ridotto in solitudine con una pericolosa diminuzione delle afferenze verbali e sensoriali che non possono che accelerare il suo declino cognitivo”.

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