Tribunale ecclesiastico siculo: mons. Lorefice (moderatore), “promuovere iniziative pastorali per la solidità della famiglia”

“È urgente promuovere e intensificare tutte quelle iniziative di pastorale familiare, per offrire ai fidanzati e ai giovani sposi la necessaria formazione umana e spirituale per la pienezza santificante dell’amore e per la stabilità della famiglia”. Lo sostiene mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e moderatore del Tribunale ecclesiastico interdiocesano siculo (Teis), parlando agli operatori dello stesso. “La Chiesa oggi non deve avere paura di proporre con chiarezza il matrimonio nei suoi elementi essenziali, che sono i figli, il bene dei coniugi, l’unità, l’indissolubilità e la sacramentalità. Questo non è un ideale per pochi – ha rimarcato l’arcivescovo –, ma è una realtà che può essere vissuta da tutti i fedeli battezzati”. Per il presule, il naufragare di tanti matrimoni, anche dopo pochi anni di vita coniugale e, a volte, anche dopo pochi mesi, “è un dato di fatto” dimostrato dall'”aumento dei casi di matrimoni celebrati con superficialità, immaturità o incapacità ad assumere gli impegni del matrimonio”. Agli operatori del Teis, mons. Lorefice ha indicato due rischi da evitare: “Da una parte il lassismo giuridico, che può illudere le parti, facendo sostenere spese inutili e provocando danni anche a livello psicologico e spirituale; e dall’altra, l’eccessivo rigorismo, che può portare ad una mancanza di fiducia nei confronti dei ricorrenti, col pericolo di ostacolare il procedimento canonico e di impedire la soluzione di situazioni dolorose”. A questi, nello studio, nella trattazione e nella definizione delle cause, fanno il paio due pericoli: la “fretta”, a discapito del sereno e approfondito esame della causa, e la “lentezza” eccessiva, che priva le parti interessate di risposte tempestive e risolutive dei loro problemi.

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