Tribunale ecclesiastico siculo: mons. Lorefice (moderatore) agli avvocati, “fate servizio di carità, verità e giustizia”

“La potestà giudiziaria nella Chiesa è anzitutto servizio di carità” ed è “servizio pastorale di verità, di giustizia, di cristiana prudenza, ancor più in una società come quella post-secolarizzata di oggi, nella quale è diminuita la sensibilità della coscienza morale”. Così mons. Corrado Lorefice a quanto sono impegnati, a vario titolo presso il Tribunale ecclesiastico interdiocesano siculo (Teis). Rivolgendosi agli avvocati e ai procuratori, l’arcivescovo ha ricordato che il loro “dovere morale e professionale è anzitutto la ricerca della verità, senza scherzare con essa e senza mistificarla con forzature”. Il presule, moderatore del Teis, ha elogiato gli avvocati che a turno vengono chiamati dal vicario giudiziale del Tribunale interdiocesano siculo, mons. Antonino Legname, a patrocinare gratuitamente le cause delle persone meno abbienti. A tutti ha raccomandato la moderazione nella richiesta dell’onorario quando vengono scelti dalle parti come Patroni di fiducia. “La richiesta esagerata e immotivata di compenso – ha detto mons. Lorefice – getta discredito sulla credibilità della Chiesa, infanga il buon nome del Tribunale e alimenta nell’opinione pubblica la ‘diceria’ che, solo chi ha soldi e paga bene un avvocato, ottiene la nullità del matrimonio”. E ha concluso: “Non dovete mai perdere di vista che il vostro lavoro si colloca e si svolge dentro un contesto ecclesiale di servizio alle persone che soffrono per la fine del loro matrimonio e per questo si possono trovare in una situazione di fragilità psicologica”. Per questo motivo occorre molta sensibilità, comprensione e spirito pastorale verso le persone che soffrono per il fallimento della loro vita coniugale. Per stabilire questo stile, ha consigliato Lorefice, bisogna “evitare il giuridicismo, cioè la legge per la legge. La legge e il giudizio sono sempre a servizio della verità, della giustizia e della virtù evangelica della carità” e hanno come fine supremo la “salvezza delle anime”.

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