Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Maturità, prova di italiano per 500mila studenti. Oggi la Giornata mondiale del rifugiato

Italia: esame di maturità, 500mila studenti alla prova d’italiano. Fra i temi “Il giardino dei Finzi Contini”

“Il giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani, la cooperazione internazionale, con De Gasperi e Moro, “I volti della solitudine” per il componimento di arte. Sono alcuni dei titoli della prima prova dell’esame di maturità che ha preso il via questa mattina alle 8.30 in tutta Italia per 509.307 studenti. Secondo le prime rilevazioni del Miur, il tasso di ammissione all’esame è stato del 96,1%. Dopo la prova scritta di italiano, la seconda prova è in calendario domani; la durata dipende dalle discipline che caratterizzano gli indirizzi ed è variabile dalle 4 alle 8 ore, tranne che per alcuni indirizzi, come i licei musicali, coreutici e artistici, dove la prova può svolgersi in due o più giorni. La terza prova, predisposta da ciascuna commissione, è in calendario lunedì 25 giugno. La quarta prova, che si effettua nei licei e negli istituti tecnici presso i quali sono presenti i progetti sperimentali di doppio diploma italo-francese Esabac ed Esabac Techno e nei licei con sezioni ad opzione internazionale spagnola, tedesca e cinese, è programmata per giovedì 28 giugno. Lo scorso anno il 99,5% degli esaminati conseguì il diploma. Anche quest’anno è stato confermato il divieto tassativo per maturande e maturandi, nei giorni delle prove scritte, di utilizzare cellulari, smartphone, pc e qualsiasi altra apparecchiatura elettronica in grado di accedere alla rete o riprodurre file e immagini, pena l’esclusione dall’esame.

Giornata mondiale del rifugiato: Grandi (Unhcr), risposta alla crisi non è la chiusura dei porti ma la collaborazione

In previsione della Giornata mondiale dedicata ai rifugiati che si celebra oggi, Filippo Grandi, Alto commisario Onu per i rifugiati ieri ha fatto visita a un campo profughi a Tripoli in Libia. Grandi ha spiegato che la risposta alla crisi non è la paura e la chiusura dei porti, ma piuttosto la collaborazione. “Il mio messaggio nella Giornata mondiale dedicata ai rifugiati riguarda il numero di quest’ultimi che sta aumentando, ma la risposta alla crisi non è il panico, non è la chiusura delle frontiere o dei porti bensì il lavoro da fare insieme a livello internazionale per trovare delle soluzioni. In modo che se il problema si presenta sia gestibile”. L’Unhcr ha precisato che il numero delle persone in migrazione, interna o esterna agli Stati e continenti, raggiunge i 68 milioni.

Unhcr: Stati Uniti annunciano il ritiro dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite

Gli Stati Uniti, come annunciato da tempo, si ritireranno dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. La decisione è stata ufficializzata dall’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Nikkie Haley, che ha spiegato che nessun’altra nazione si è unita alla battaglia per riformare un organo definito “ipocrita” e “autoreferenziale”. La presa di posizione è giunta alla vigilia della Giornata del rifugiato. Tra le accuse mosse dagli Usa il fatto che l’organo “si è dimostrato ostile verso Israele” e che nel caso di alcuni Paesi membri tra cui Cina, Cuba, Venezuela, Arabia Saudita ed Egitto “sono stati ripetutamente violati i diritti umani”. L’ambasciatrice Haley ha spiegato che il ritiro “non è contro i diritti umani in quanto tali”, ma gli Usa non possono far parte di un organo che si prende gioco di quegli stessi diritti. L’Unhrc, fondato nel 2006, ha sede a Ginevra e ne fanno parte 47 Paesi.

Migrazioni: incontro Merkel-Macron. Probabile un vertice a quattro domenica 24 giugno a Bruxelles

“Sull’eurozona abbiamo raggiunto un buon risultato”. Lo ha detto Angela Merkel a Meseberg con Emmanuel Macron dopo l’incontro di ieri. “Siamo a favore di un budget dell’eurozona e della trasformazione del Meccanismo di solidarietà europeo Esm in un fondo monetario europeo”, ha aggiunto la cancelliera. In Europa servono “più sovranità e più compattezza, più coordinamento”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron a proposito della politica di difesa. L’inquilino dell’Eliseo ha citato quindi “un’iniziativa di intervento europeo per poterci coordinare meglio”. “Un buona giornata per la collaborazione franco-tedesca”, ha commentato Merkel. Sul tema dei migranti, Merkel ha promesso che “accoglieremo le valutazioni dell’Italia”. Per la cancelliera, “la migrazione la concepiamo come sfida comune” e “il nostro obiettivo resta una risposta europea. Vogliamo evitare che l’Europa si divida. Noi sosteniamo le proposte della Commissione e il rafforzamento di Frontex”. Domenica 24 giugno si potrebbe svolgere a Bruxelles un summit a quattro – Germania, Francia, Italia, Spagna – più le istituzioni Ue sul tema delle migrazioni in vista del Consiglio europeo del 28-29 giugno.

Terra santa: ancora violenze, razzi e bombardamenti fra la Striscia di Gaza e i territori israeliani

Circa 40 razzi sono stati lanciati nella notte dalla Striscia di Gaza verso il Neghev occidentale e verso la città di Ashqelon, costringendo – spiegano le agenzie – decine di migliaia di israeliani ad entrare nei rifugi. In parallelo, l’aviazione israeliana ha colpito nella Striscia oltre 25 obiettivi di Hamas, fra cui un impianto sotterraneo. Ogni incursione dell’aviazione israeliana a Gaza provocherà d’ora in poi lanci di razzi dalla Striscia verso Israele: questo l’avvertimento giunto stamane dal portavoce di Hamas, Fawzi Barhum.

Nicaragua: attacco di squadre paramilitari e antisommossa filo-governative alla città di Masaya. Tre morti

Almeno tre persone sarebbero state uccise e più di 30 ferite in un attacco realizzato da squadre di paramilitari e antisommossa filo-governative alla città di Masaya, in Nicaragua. Lo denuncia l’Associazione nicaraguense per i diritti umani (Anpdh), citata dai media locali e rilanciata da Euronews. La città è stata attaccata dalle forze governative, che sono entrate a Masaya dopo aver smantellato un blocco stradale situato al chilometro 14 della strada principale della località. Secondo quanto riferito dal portale La Prensa, le morti sarebbero state causate da impatti di proiettili. Gli abitanti della città, che stanno costruendo altre barricate, riferiscono che Masaya è circondata dai gruppi paramilitari. Le forze, composte da polizia, agenti antisommossa e “para-poliziotti” incappucciati, hanno attaccato con armi da guerra il blocco stradale mantenuto da decine di giovani che si sono difesi con mortai artigianali. Una volta conquistata l’area, le forze governative hanno smantellato il blocco.

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