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Papa Francesco: udienza, “niente nella Bibbia è banale”. “I comandamenti sono parole di Dio”

foto SIR/Marco Calvarese

“Questa udienza si svolge in due posti: noi qui in piazza e in Aula Paolo VI più di 200 malati che seguono col maxischermo l’udienza. Tutti insieme formiamo una comunità: salutiamo con un applauso salutiamo quelli che sono nell’Aula!”. Il Papa ha cominciato con queste parole, a braccio, l’udienza di oggi, proseguendo il ciclo di catechesi dedicate ai comandamenti, iniziato mercoledì scorso. “Nella Bibbia i comandamenti non vivono per sé stessi, ma sono parte di una relazione, quella dell’alleanza fra Dio e il suo popolo”, ha spiegato Francesco citando l’Esodo, in cui si legge: “Dio pronunciò tutte queste parole”. “Niente nella Bibbia è banale”, ha sottolineato il Papa: “Il testo non dice: ‘Dio pronunciò questi comandamenti’, ma ‘queste parole’. La tradizione ebraica chiamerà sempre il Decalogo ‘le dieci Parole’. E il termine ‘decalogo’ vuol dire proprio questo. Eppure hanno forma di leggi, sono oggettivamente dei comandamenti”. “Che differenza c’è fra un comando e una parola?”, ha chiesto il Papa ai 13mila presenti oggi in piazza San Pietro: “Il comando – la risposta – è una comunicazione che non richiede il dialogo. La parola, invece, è il mezzo essenziale della relazione come dialogo. Dio Padre crea per mezzo della sua parola, e il Figlio suo è la Parola fatta carne”. “L’amore si nutre di parole, e così l’educazione o la collaborazione”, ha detto Francesco: “Due persone che non si amano, non riescono a comunicare. Quando qualcuno parla al nostro cuore, la nostra solitudine finisce”. “Riceve una parola, si dà la comunicazione”, ha proseguito a braccio: “e i comandamenti sono parole di Dio, Dio si comunica in queste dieci parole e aspetta la nostra risposta”.

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