Mezzogiorno: mons. Galantino, “pietismo e paternalismo ritardano sana sussidiarietà”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Non si può guardare al Sud come uno spazio da conquistare e al quale destinare qualche prebenda al di fuori di serie progettualità”. Lo ha affermato mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ricordando che “pietismo e paternalismo ritardano il tempo di una sana sussidiarietà” . “Pietismo e assistenzialismo sono stati e continuano ad essere i più efficaci e subdoli alleati del malcostume e del sistema malavitoso, del quale sto sentendo pericolosamente parlare poco”, ha denunciato mons. Galantino, che è intervenuto stasera alla presentazione del volume di Limes, “Quanto vale l’Italia”, organizzato da Infor Elea. “L’alternativa passa solo attraverso una consapevole assunzione di responsabilità”, ha osservato il vescovo evidenziando che proprio “dove questa manca, ci saranno ‘altri’ a far pesare i bisogni e a ‘indirizzarli’, trasformandoli in una richiesta di favori”.

Il Meridione che “grida, continua a gridare, il bisogno di ripresa per ciò che stagna e di accelerazione per quanto comunque si muove”, non necessita di “una economia che sia soltanto o esclusivamente una economia di profitto, com’è quella ampiamente prevalente”, ma “ha bisogno, forse più di altre parti del nostro Paese di formazione e di gente capace di testimoniare e trasmettere una cultura più radicata dei diritti e dei doveri”. Parole, ha rilevato il segretario della Cei, che “devono sempre più sostituire: favore, raccomandazione e appoggi”. “Per poter uscire dal fatalismo, per non cedere alla rassegnazione è necessario guardare al futuro, elaborare con professionalità e saggezza opzioni strategiche scegliendo quelle che vanno nella direzione del ‘bene comune’” e che “difficilmente incontrano il favore di lobby più o meno fameliche”.

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