Maturità 2018: Lupo (Università Cattolica), “un’occasione mancata”

“L’impressione è che l’obiettivo delle tracce sia di obbligare gli studenti a entrare nel merito delle questioni, non attraverso la porta principale piuttosto da una finestra o dalla porta di servizio”. Giuseppe Lupo, scrittore e docente di letteratura moderna e contemporanea all’Università Cattolica di Brescia e Milano, commenta così le tracce della maturità di quest’anno, in particolare quella sulla Costituzione, sulle leggi razziali (tramite “Il giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani) e su Alcide De Gasperi e Aldo Moro. Lupo definisce le tracce offerte ai maturandi “un’occasione mancata”. “In un momento quale quello attuale, in cui non soltanto i giovani vivono la mancanza di futuro come mancanza di visione – spiega – credo fosse necessario affrontare in maniera frontale i grandi temi della identità nazionale: siano esse le pulsioni razziste, di cui le cronache di questi giorni ci riportano ad atteggiamenti mai del tutto spariti, oppure le tappe della storia repubblicana, grandi e tragiche come l’entrata in vigore della Costituzione o il cosiddetto ‘lungo Sessantotto’, iniziato nell’anno della contestazione e finito con il corpo di un uomo, disteso nel bagagliaio di una Renault 4 rosso amaranto, in via Caetani, a Roma”. “I giovani non devono essere incamminati in strade secondarie, i giovani vanno posti di fronte alla tradizione di cui sono eredi”, conclude Lupo.

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