Giornata rifugiato: Sant’Egidio, “imperativo è salvare la vita di chi è in pericolo, accogliere e integrare”

“Nella Giornata mondiale del rifugiato, che ricorre oggi, la Comunità di Sant’Egidio ricorda l’imperativo di salvare la vita di chi è in pericolo, accogliere e al tempo stesso integrare”. È quanto afferma la Comunità di Sant’Egidio in una nota nella quale ricorda che “i corridoi umanitari, realizzati con successo da Sant’Egidio insieme alle Chiese protestanti italiane e alla Cei, sono ormai diventati un modello e una delle soluzioni possibili: con i nuovi arrivi di fine giugno, sia dal Libano che dall’Etiopia, saranno più di 1.600 i rifugiati accolti nel nostro Paese grazie a questo progetto interamente autofinanziato dalle associazioni che lo hanno promosso”.
Nell’occasione, la Comunità di Sant’Egidio invita a partecipare alla veglia ecumenica “Morire di speranza”, organizzata insieme alle altre associazioni che accolgono i profughi. Nel corso del momento di preghiera – in programma dalle 18 di domani, giovedì 21 giugno, presso la basilica di Santa Maria in Trastevere, a Roma – verranno ricordate le oltre 36.000 persone – uomini, donne, ma anche molti bambini – scomparse in mare dal 1990 ad oggi, nel tentativo di raggiungere l’Europa. “Alla veglia, durante la quale verranno ricordati alcuni nomi e accese candele in loro memoria, parteciperanno numerosi immigrati. Tra loro – si legge nella nota – alcuni che hanno vissuto terribili viaggi per giungere in Europa e altri che, invece, sono arrivati in sicurezza con i corridoi umanitari. Saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare”.
Alle 18, nel portico antistante la basilica, verranno illustrate alcune proposte sull’immigrazione “per continuare a guardare al futuro con speranza e soluzioni umane e realizzabili”.

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