Giornata rifugiato: Caritas Italiana, “lasciare il proprio Paese non piace a nessuno. Rimuovere le cause che generano questi sfollati”

Sono circa 68,5 milioni – secondo l’ultimo rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) – le persone costrette a lasciare le proprie. Di questi 25,54 milioni sono rifugiati, 40 milioni sfollati interni e 3,1 milioni i richiedenti asilo. L’85% dei rifugiati sono accolti dai Paesi in via di sviluppo e il 68% proviene da 5 Paesi: Siria 6,3 milioni, Afghanistan 2,6 milioni, Sud Sudan 2,4 milioni, Myanmar 1,2 milioni, Somalia 986.400. Questi i dati inseriti nel dossier “Rifugiati: la sfida dell’accoglienza”, pubblicato oggi da Caritas italiana sul proprio sito web, in occasione della Giornata internazionale del rifugiato. “Lasciare il proprio Paese e vivere da rifugiato non piace a nessuno – afferma Caritas italiana in un comunicato -, così come mettere la propria vita, e quella della propria famiglia, in mano a trafficanti di esseri umani. Nessuno lo farebbe se fosse libero di restare nel proprio Paese. In un mondo in cui il numero di sfollati a causa di guerre e ingiustizie aumenta, occorre aumentare anche l’impegno per rimuovere le cause che generano questi sfollati”. Caritas italiana sottolinea che “la comunità internazionale è chiamata a risolvere, o quanto meno intervenire in maniera concreta su guerre, carestie, povertà, calamità e ridurre la forbice delle diseguaglianze”. “Nel contempo – prosegue la Caritas – i governi dei Paesi di arrivo di migranti e rifugiati sono chiamati a impegnarsi su politiche capaci di sviluppare integrazione, un processo non breve né tantomeno facile. Inoltre il ritorno dei rifugiati dovrebbe idealmente diventare parte di una più ampia strategia per lo sviluppo e la ricostruzione postbellica, che favorisca processi di riconciliazione e protezione dei più vulnerabili. Ma invece che investire su questi processi, i leader dei Paesi più ricchi del mondo sembrano sempre più interessati a investire sulla paura e sulle fortificazioni”.

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