Diocesi: mons. Nosiglia (Torino) festeggia i 50 anni di ordinazione sacerdotale. “Torino non temere. La Madonna Consolata ti dia il coraggio di osare”

“Torino non temere”. È l’esortazione pronunciata questa mattina dall’arcivescovo Cesare Nosiglia al santuario della Consolata durante la celebrazione eucaristica con la quale si è fatta memoria del 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. “Più avvicino tante famiglie e comunità, giovani e anziani, ammalati e poveri e più mi confermo in questa convinzione: il desiderio della gente – ha rivelato Nosiglia – è quello di poter sperimentare una Chiesa umana e vicina, comunità di stile familiare dove le relazioni sono improntate alla fraternità e al dialogo, alla comprensione delle situazioni anche più moralmente discutibili vissute dalle persone”. “Una presenza – ha proseguito – che sa unire insieme l’amore alla verità, l’amore ad ogni uomo, che sa cercare, condividere e abitare le fatiche delle persone e delle famiglie”. Rilevando che “tutto questo stia avvenendo già in diocesi”, l’arcivescovo ha richiamato come “nelle situazioni più complesse e difficili non mancano cristiani, uomini e donne di buona volontà, che generano amore e fiducia attorno a sé”. E rivolgendosi alla comunità di Torino, Nosiglia l’ha incoraggiata: “Ti guidi la materna presenza della Madonna Consolata, tua patrona e Regina, e ti dia il coraggio di osare come lei superando il rischio del ripiegamento su te stessa, la perdita di entusiasmo, di slancio creativo e di motivazioni ideali che conducono a un ineluttabile declino sul piano della fede e dello sviluppo economico e sociale della tua gente”. L’arcivescovo non ha nascosto le criticità come “difficoltà economiche, educative e sociali” e “un precariato permanente” e ha evidenziato le sfide come quelle dell’“emergenza educativa”, dell’“accoglienza di tanti fratelli e sorelle immigrati e rifugiati” e di “una fede che sa coniugarsi con la vita e di una vita che non fa a meno della fede”.
Infine, l’invito alla preghiera: “la Madonna Consolata e consolatrice ci aiuti tutti, pastori e fedeli, responsabili delle istituzioni pubbliche e cittadini a ritrovare nelle comuni radici cristiane la forza spirituale della fede in Cristo e la spinta ideale e morale per costruire insieme il bene comune e per affrontare i problemi complessi dei nostri giorni aperti alla speranza che è sempre possibile trovare le soluzioni concrete e appropriate, che aprano le vie di una convivenza sociale, giusta, pacifica e solidale”.

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