Politica: mons. Galantino, “impegnata a occupare poltrone e lasciare trascorrere il tempo”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“In un clima di dichiarazioni ufficiali, spesso e frettolosamente smentite o, peggio, camuffate e poi riprese; nel frastuono di veti incrociati, veri o presunti, e di tattiche sornione, torna a imporsi lo stile, la proposta politico-culturale e la verità di uno statista tanto evocato in questi ultimi mesi, Aldo Moro”. Lo scrive il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, nell’articolo pubblicato oggi su “il Sole 24 Ore”, per la rubrica “Testimonianze dai confini”. Tra le qualità dall’ex presidente del Consiglio, segnalate dal vescovo, il “coraggio della verità” e il “coraggio del cambiamento”, “anche se non a tutti i costi e contro chiunque”. Un coraggio soprattutto nel “cogliere i segnali di novità che gli venivano dal contatto con i suoi studenti in cerca di maestri, di verità, di conoscenze e di parole che orientino. Coraggio per scelte meditate e necessarie. Un coraggio che traspare anche nella visione che egli ha del suo partito”. Nonostante l’uccisione di Moro per mano delle Brigate Rosse, mons. Galantino riconosce che “vi sono persone e testimonianze che non possono essere uccisi e che non temono delegittimazioni da parte di chi è armato da un eccesso di presunzione ideologica”. “Restano lì quelle voci, quei messaggi e quelle testimonianze – aggiunge -. Con la capacità di riemergere e la possibilità di essere ancora stimolo per la costruzione del Bene comune”. Ricordando le innovazioni a livello scolastico introdotte dallo statista, come l’introduzione dell’educazione civica e la nascita delle scuole dell’obbligo, il segretario generale della Cei afferma che “la testimonianza delle opere, delle parole e delle scelte di Moro appaiono sempre meno ‘attuali’. E lo saranno finché la politica, al di là di accattivanti proclami, sarà impegnata a occupare poltrone e lasciare trascorrere il tempo”.

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