Papa Francesco: all’Uildm, “la persona realizza se stessa solo se ama e si dona agli altri”

foto SIR/Marco Calvarese

“Attraverso l’attività che svolgete, voi potete anche sperimentare che, solo se ama e si dona agli altri, la persona realizza pienamente sé stessa”. Lo ha detto Papa Francesco ai membri dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm), che ha ricevuto oggi in udienza nell’Aula Paolo VI. Ricordando che “Gesù ci ha insegnato a camminare nella carità”, il Papa ha sottolineato che “la carità rappresenta la forma più eloquente di testimonianza evangelica perché, rispondendo alle necessità concrete, rivela agli uomini l’amore di Dio”. Un insegnamento seguito da “tanti uomini e donne cristiani, nel corso dei secoli”, che “hanno scritto pagine stupende di amore al prossimo”. Il riferimento è ai “santi sacerdoti” Giuseppe Cottolengo, Luigi Guanella e Luigi Orione. “La loro carità ha lasciato una forte impronta nella società italiana”. Poi, Francesco ha osservato che “anche ai nostri giorni, tante persone, impegnandosi per il prossimo, sono arrivate a riscoprire la fede, perché nel malato hanno incontrato Cristo, il Figlio di Dio”. “Egli chiede di essere servito nei fratelli più deboli – ha aggiunto -, parla al cuore di chi si pone al loro servizio e fa sperimentare la gioia dell’amore disinteressato, amore che è fonte della vera felicità”. Infine, il Papa ha evidenziato che è importante l’aiuto che si offre, ma “ancora di più lo è il cuore con cui lo si offre”. Quindi, ancora un messaggio ai membri dell’Uildm: “Voi siete chiamati a essere una ‘palestra’ di vita, soprattutto per i giovani, contribuendo a educarli a una cultura di solidarietà e di accoglienza, aperta ai bisogni delle persone più fragili”. “Questo avviene attraverso la grande lezione della sofferenza – ha concluso -. Una lezione che viene dalle persone malate e sofferenti e che nessun’altra cattedra può impartire”.

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