Corpus Domini: Enzo Bianchi, “anche gli scarti della società sono sacramento di Cristo”

“Se affermiamo la fede nel pane e nel vino resi dalla potenza dello Spirito santo Corpo e Sangue di Cristo sulla tavola della cena del Signore e se discerniamo questa realtà, secondo l’apostolo Paolo dobbiamo anche saper discernere il corpo di Cristo che è la Chiesa e, in essa, innanzitutto i poveri”. Lo scrive Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, nella sua nota per il Sir sul Corpus Domini. “Nel discernimento del corpo di Cristo, o meglio della carne di Cristo, occorre riconoscere i bisognosi, i poveri, i sofferenti, i malati, gli ultimi e gli scarti della società. Anch’essi sono sacramento di Cristo, sono la carne di Cristo nel mondo, e chi non riconosce questa verità, attenta profondamente alla stessa celebrazione eucaristica”. A tal punto che sarebbe “vana” una professione di fede “ortodossa” nell’Eucaristia “se non sapessimo riconoscere la carne di Cristo in quelli con i quali egli si è identificato”. Quindi, Enzo Bianchi indica “una chiara urgenza da comprendere e rimettere al centro della nostra fede”, cioè che “l’Eucaristia è il racconto della vita di Gesù donata a noi esseri umani, è corpo e sangue del Signore che ci chiede di essere riconosciuto in tutti coloro con i quali egli si è voluto identificare”. “La carne di Cristo – aggiunge – è l’umanità sofferente in questo mondo e l’Eucaristia vuole significare la vita di Gesù solidale e in piena comunione con quanti come lui sono poveri, affamati, stranieri, malati”. Con uno sguardo al presente, il fondatore della Comunità di Bose sottolinea che “anche questo è il corpo di Cristo che cammina sulle nostre strade, sta ai crocicchi, sosta sulle piazze e tende le mani verso di noi affinché lo discerniamo, lo riconosciamo e nella misericordia operiamo con i sentimenti di Cristo stesso”. L’invito è a “riconoscere i bisognosi come sacramento di Cristo, facendo loro misericordia”.

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