Sinodo giovani: Instrumentum laboris, “paura dei legami”, “sessualità autocentrata” e “dipendenze”. Dibattito su “contraccezione, aborto, omosessualità, convivenza, matrimonio e gender”. Coinvolgere i carcerati

“In molti contesti la transizione all’età adulta è diventata un percorso lungo, complicato, non lineare, in cui si alternano passi in avanti e indietro”. È quanto si legge nell’Instrumentum laboris del Sinodo sui giovani, in cui si fa notare come “nella fase delle decisioni importanti con le opportunità e i vincoli derivanti da un contesto sociale in continuo mutamento, che genera precarietà e insicurezza, interagiscono le potenzialità e le difficoltà psicologiche tipiche della condizione giovanile, che vanno riconosciute, elaborate e sciolte durante il processo di crescita, eventualmente con un opportuno sostegno”. Tra le difficoltà, vengono segnalate: “Rigidità o impulsività dei comportamenti, instabilità negli impegni, freddezza e mancanza di empatia, ridotta intuizione emotiva, incapacità o eccessiva paura di stabilire legami”, ma anche “dipendenza affettiva, senso di inferiorità, mancanza di coraggio e forza di fronte ai rischi, inclinazione alla gratificazione sessuale autocentrata, atteggiamenti aggressivi, esibizionismo e bisogno di essere al centro dell’attenzione”. Uno degli “snodi” della giovinezza, definita “un tempo di sperimentazione, di alti e bassi, di alternanza tra speranza e paura e di necessaria tensione tra aspetti positivi e negativi, attraverso cui si apprende ad articolare e integrare le dimensioni affettive, sessuali, intellettuali, spirituali, corporee, relazionali, sociali”, è la corporeità. “Gli sviluppi della ricerca e delle tecnologie biomediche generano una diversa concezione del corpo”, l’osservazione: “Le prospettive di integrazione sempre più spinta tra corpo e macchina, tra circuiti neuronali ed elettronici, che trovano nel cyborg la loro icona, favoriscono un approccio tecnocratico alla corporeità, anche dal punto di vista del controllo dei dinamismi biologici”. “Le donatrici di ovuli e le madri surrogate sono preferibilmente giovani”, l’esempio citato: “Al di là delle valutazioni squisitamente etiche, queste novità non possono non impattare sulla concezione del corpo e della sua indisponibilità”. Anche “la sessualità precoce, la promiscuità sessuale, la pornografia digitale, l’esibizione del proprio corpo on line e il turismo sessuale rischiano di sfigurare la bellezza e la profondità della vita affettiva e sessuale”. “Contraccezione, aborto, omosessualità, convivenza, matrimonio” sono fonte di dibattito tra i giovani, tanto all’interno della Chiesa quanto nella società, così come “argomenti controversi come l’omosessualità e le tematiche del gender”. “L’utilizzo di droghe, alcool e altre sostanze che alterano gli stati di coscienza, così come altre vecchie e nuove dipendenze, rendono schiavi molti giovani e minacciano la loro vita”, il monito del testo, che loda l’attività delle case famiglia, comunità educative o di recupero ed esorta a “promuovere una cultura della prevenzione e dal prendere posizione come Chiesa nella lotta ai narcotrafficanti e a chi specula su meccanismi di dipendenza”. “Trovare le modalità perché il Sinodo coinvolga e dia speranza anche ai giovani detenuti”, una delle proposte.

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