R.D. Congo: appello del Comitato laico di coordinamento a Kabila per il rispetto degli Accordi di San Silvestro

Ancora “niente garantisce che il presidente Joseph Kabila abbia aperto il processo per le elezioni del 23 dicembre 2018 e niente dimostra la sua reale volontà di organizzare delle elezioni libere, indipendenti, credibili e trasparenti, garanzia di stabilità e di pace nella Repubblica democratica del Congo”. Lo si legge in un appello che il Comitato laico di coordinamento ha sottoscritto il 14 giugno. Sono in particolare sei le ragioni che nutrono “l’inquietudine” del Comitato e che mostrano violazioni degli Accordi di San Silvestro e riguardano una serie di elementi diversi: dalla pubblicazione delle liste dei partiti politici ai dubbi sull’affidabilità delle schede elettorali, la mancanza di accordo sui meccanismi di voto, la mancanza di esborso di denaro da parte del governo per far fronte alle spese elettorali, la non chiarezza sulle accuse di corruzione in capo alla Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni). Il Comitato pone come ultimatum la data del 30 giugno, entro la quale il presidente Kabila dovrà “sciogliere l’ambiguità sul suo terzo mandato e mostrarsi vero garante” della stabilità; così pure, il governo dovrà “presentare un piano di spesa per le elezioni” e muoversi secondo le misure previste dagli Accordi di San Silvestro, in particolare liberando i prigionieri politici, facendo tornare gli esiliati, aprendo completamente lo spazio mediatico e politico a beneficio di tutti. Infine, la Ceni dovrà mostrare i suoi bilanci e dimostrarsi imparziale nella gestione del processo elettorale. In caso contrario il Comitato “assumerà le proprie responsabilità” e “il popolo congolese, sempre vigile, sarà obbligato a prendersi carico di se stesso con coraggio”. Il Comitato tornerà però ad “esprimersi all’indomani di tale data”.

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