Def 2018: Tria (min. economia), più investimenti pubblici ma debito sotto controllo

“Invertire il calo degli investimenti pubblici” ma tenendo sotto controllo i conti perché il calo del debito è “imprescindibile e necessario”. Intervenendo alla Camera in occasione del dibattito sul Documento di economia e finanza, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha precisato di non essere ancora in grado di fornire numeri precisi, in quanto “la versione programmatica del Def verrà presentata a settembre” con la prevista Nota di aggiornamento (il Def attuale, varato dal governo Gentiloni, dimissionario, non poteva che fotografare la situazione a legislazione invariata). Tria ha comunque affermato la volontà del governo di “invertire il calo degli investimenti pubblici in atto dall’inizio della crisi”, anche correggendo gli “effetti non voluti” del nuovo codice degli appalti. A questo proposito ha annunciato che verrà costituita un’apposita task force. Il ministro ha anche confermato che nella politica economica del governo “il reddito di cittadinanza, volto a contrastare le sacche di povertà presenti in Italia tramite interventi non assistenziali bensì tramite l’integrazione nel mercato del lavoro, avrà un ruolo centrale”. Tria si è detto fiducioso sulla possibilità di “conciliare la crescita e l’occupazione con la sostenibilità del debito”, assicurando che nel documento programmatico di settembre saranno indicate le “opportune coperture” e “ogni proposta di riforma sarà articolata in considerazione degli effetti sulla crescita e sulla dinamica delle finanze pubbliche”.
Quanto all’Europa, il ministro ha rilevato “le gravi inadeguatezze che caratterizzano l’attuale equilibro istituzionale”. Servono quindi profonde riforme perché “è necessario che l’architettura economica che governa l’area valutaria comune sia indirizzata alla crescita e alla convergenza”.

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