Migranti: Azione contro la fame, “aumenta il numero dei rifugiati, aumentano i numeri della fame nel mondo”

“Aumenta il numero dei rifugiati, aumentano i numeri della fame nel mondo”. A lanciare l’allarme, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra domani, 20 giugno, è l’Azione contro la fame. “Nonostante gli aiuti, ci sono fattori che possono compromettere notevolmente il corretto stato nutrizionale dei rifugiati”, spiega Antonio Vargas, responsabile per l’alimentazione e la salute di Azione contro la fame. “È molto comune che lo stress post-traumatico causato dalla violenza provochi, ad esempio, un’interruzione nella capacità sia del bambino sia della madre di proseguire l’allattamento al seno e questo può portare ad uno stadio di malnutrizione acuta”. Fuggire, inoltre, causa un improvviso cambiamento della dieta abituale. Le razioni alimentari distribuite agli sfollati e ai rifugiati sono pensate per coprire brevi periodi di tempo e supplire alle esigenze nutrizionali di base. “Queste razioni sono intese come una soluzione di emergenza, per alcuni mesi – puntualizza Vargas -; ultimamente la tendenza è l’incertezza dei conflitti”. Una persona sfollata trascorre mediamente 17 anni lontano da casa. “Stiamo anche assistendo all’emergere di un doppio problema legato alla malnutrizione in molti campi profughi – prosegue Vargas -: non ci sono solo casi di malnutrizione, ma anche di sovrappeso a causa dello squilibrio nutrizionale e dello sviluppo di pratiche alimentari inadeguate come meccanismo di adattamento al nuovo ecosistema”. Non solo. La prolungata permanenza dei rifugiati non solo porta al limite i meccanismi di adattamento dei rifugiati, ma – denuncia Azione contro la fame – mette anche pressione sui servizi di base e sulle risorse naturali dei Paesi ospitanti (la maggior parte dei quali sono Paesi in via di sviluppo).

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