Immigrazione: Swg, “sta ridisegnando identità e credo politici”

“Il tema dell’immigrazione ridisegna gli schieramenti politici e le identità partitiche degli italiani. Il no all’attracco della nave della ong Sos Mediterranée rientra all’interno di una più globale opposizione nei confronti dei continui arrivi di migranti provenienti dal Sud del mondo”. È quanto si legge nello speciale “Gli italiani di fronte all’immigrazione” di “PoliticApp”, diffuso oggi da Swg. Secondo un sondaggio effettuato su un campione di 1.500 italiani maggiorenni, il 63% degli italiani ha condiviso lo stop allo sbarco degli oltre 600 naufraghi in un poto italiano. Il 64% degli italiani è favorevole ad un blocco navale delle nostre coste. “Non solo. Buona parte dell’opinione pubblica – secondo Swg – ritiene che, se non si riesce a fermare i migranti prima dell’arrivo sulle nostre coste, si debba realizzare un sistema di rimpatrio immediato nei Paesi di provenienza”. Rispetto all’ipotesi di accogliere i migranti e smistarli negli altri Paesi europei, solo poco più di un terzo dell’opinione pubblica (36%) si dice favorevole. “Il quadro complessivo – si legge – è abbastanza eloquente. In questi anni la relazione tra italiani e immigrati ha subito una netta inversione di tendenza. Nel 2003 la maggioranza degli italiani (64%) riteneva i migranti una risorsa per l’Italia, persone che avrebbero potuto apportare energie fresche sia dal punto di vista demografico sia da quello della forza lavoro. Oggi il quadro è nettamente cambiato”. E se negli ultimi 15 anni è continuata a crollare la percentuale di italiani che ritengono gli immigrati una risorsa (ora al 28%), in crescita è, invece, la relazione tra immigrazione e insicurezza. Il 50% degli italiani ritiene che i flussi migratori alimentino la criminalità e l’insicurezza delle nostre città e dei piccoli centri (un dato in crescita del 6% rispetto al 2106). Ad avvertire maggiormente la relazione tra immigrazione e insicurezza sono i residenti del Nord, quelli che vivono nelle città più grandi (quelle oltre i 100mila abitanti) e gli abitanti dei centri più piccoli (al di sotto dei 5.000 abitanti).

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