Giornata rifugiato: Caritas Bolzano-Bressanone, “accogliere degnamente le persone che fuggono da situazioni invivibili”

“Accogliere degnamente le persone che fuggono da situazioni invivibili. Sensibilizzare le comunità locali all’accoglienza e la classe dirigente a scelte nel segno del bene comune. Avviare (dove la situazione lo consente) progetti di cooperazione allo sviluppo nei Paesi di provenienza dei migranti. E ancora: avviare processi di cambiamento di quegli stili di vita che, nell’ottica di uno sviluppo equo a livello globale, si rivelano insostenibili perché provocano guerra, miseria, cambiamenti climatici e, di conseguenza, migrazioni”. Queste le vie che il direttore della Caritas di Bolzano-Bressanone, Paolo Valente, propone, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato (20 giugno), per dare un contributo all’eliminazione delle iniquità che provocano le migrazioni forzate.
La Caritas di Bolzano-Bressanone è attiva su più fronti, nell’assistenza ai richiedenti asilo. Gestisce 11 centri di accoglienza, in cui sono ospitate complessivamente 480 persone, e ogni giorno, nella mensa S. Chiara distribuisce la cena a oltre 250 cittadini stranieri, la maggioranza dei quali sono richiedenti asilo. La Caritas altoatesina accompagna, inoltre, nella tutt’altro che semplice ricerca di un alloggio, quanti, alla fine del loro percorso, lasciano le strutture di accoglienza. Gestisce, inoltre, servizi di consulenza per persone con retroterra migratorio a Brunico, Bolzano, Merano e Val Venosta. A Bolzano da vent’anni porta avanti il servizio di consulenza profughi dove, da gennaio ad oggi sono passate ben 1.312 persone.

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