Elezioni in Colombia: mons. Henao (Caritas), “non si può tornare indietro dal cammino di pace. Affrontare emergenze sociali e corruzione”

“Il processo di pace deve continuare, la guerriglia è ormai smobilitata e l’implementazione è giunta a una fase molto avanzata, non si può tornare indietro. Se poi da parte del nuovo presidente ci saranno delle proposte per modificare qualcosa, bisognerà che il Governo e le Farc si siedano attorno a un tavolo, si parlino e che giungano a un accordo”. Lo afferma al Sir mons. Héctor Fabio Henao, direttore del Segretariato Caritas pastorale sociale della Chiesa colombiana e presidente del Comitato nazionale del Consiglio nazionale della pace, in seguito alle elezioni presidenziali che hanno visto la vittoria di Iván Duque, delfino dell’ex presidente Uribe, che in campagna elettorale ha parlato di modifica del trattato di pace con le Farc e di chiusura del tavolo di dialogo con l’Eln. In queste ore la Chiesa colombiana è preoccupata di sottolineare l’importanza che l’accordo di pace venga applicato. E che non si abbandoni il tavolo dell’Avana con l’Eln. Aggiunge mons. Henao: “Anche recentemente ho parlato con alcuni esponenti delle Farc. E mi hanno detto chiaramente che sono disponibili a parlare con il Governo, non rinegoziare tutto da capo”.
Centrale resta, poi, il dialogo con l’altra guerriglia dell’Eln, che procede con lentezza all’Avana. Duque in campagna elettorale ha più volte affermato di voler chiudere il tavolo. “Sono cose che in campagna elettorale si dicono – afferma il direttore della pastorale sociale – ma si tratterebbe di una disillusione per le comunità rurali, tra le quali questo dialogo ha creato grandi aspettative. Il Governo dovrà ascoltare queste comunità”.
Mons. Henao, inoltre, insiste sull’urgenza di una presenza del governo più incisiva sul territorio, “per lottare contro il narcotraffico e le miniere illegali, per dare corpo a politiche sociali che possano combattere quelle che sono le cause all’origine della violenza. Occorre tutelare i leader sociali, e poi resta una grande sfida da vincere, quella contro la corruzione”.

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