Yemen: Msf, aiuto agli ospedali che curano i feriti nei combattimenti a Hodeidah

In Yemen è in corso un’offensiva militare su Hodeidah, dove vivono ancora 600.000 persone, da parte delle forze leali al presidente Hadi, appoggiate dalla Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita ed Emirati. Nella città, il cui porto strategico sul Mar Rosso rimane una delle poche ancore di salvezza per le persone che vivono nello Yemen settentrionale, le equipe di Medici senza frontiere (Msf) stanno supportando l’ospedale Al Thawrah, la principale struttura pubblica del Governatorato, la cui capacità è già ridotta. “La mancanza di assistenza umanitaria, causata dall’offensiva in corso, avrà gravi conseguenze su una regione già soggetta a restrizioni sulle importazioni e il trasporto interno di forniture vitali, compresi medicinali, cibo e carburante” dichiara Frederic Pelat, capomissione di Msf in Yemen. Gli yemeniti che vivono nelle regioni settentrionali del Paese dipendono dai rifornimenti che transitano dal porto di Hodeidah. “È fondamentale che le parti in conflitto garantiscano ai civili la possibilità di muoversi liberamente per cercare rifugio in luoghi sicuri” aggiunge Pelat. “La stragrande maggioranza dei casi ricevuti da Hodeidah sono emergenze gravi. Devono viaggiare per almeno sei ore per raggiungere Aden, il più delle volte in condizioni critiche” spiega Ghazali Babiker, coordinatore del progetto di Msf. Prima di raggiungere Aden, i civili feriti sono evacuati a Mocha, una città situata a 180 Km a sud di Hodeidah, circondata da linee del fronte a nord ed est. “C’è un solo ospedale a Mocha, dove i feriti possono essere stabilizzati nel pronto soccorso. Ma l’ospedale non ha una sala operatoria, il che significa che i pazienti non possono essere operati lì”, afferma Babiker.

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