Salute: Policlinico Gemelli, inaugurati Centro farmacologia clinica di genere e primo Giardino terapeutico per pazienti oncologiche

Sono stati inaugurati questo pomeriggio al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma il Centro di farmacologia clinica di genere e il Giardino pensile terapeutico, unico in Italia, a beneficio delle pazienti del Dipartimento salute donna e bambino diretto da Giovanni Scambia, ordinario di ginecologia e ostetrica dell’Università Cattolica e direttore scientifico della Fondazione Gemelli. Due progetti innovativi che vogliono ridefinire il concetto di umanizzazione degli spazi di cura attraverso l’incontro tra scienza medica, natura, eccellenza tecnologica e design biofilico. Il Giardino terapeutico “è fiorito” nell’ambito del progetto “Exploring the therapeutic benefits of biophilic design in hospital settings”, promosso dal Centro studi ReLab – Studies for Urban Re-Evolution con il coinvolgimento del Dipartimento diretto dal prof. Scambia e porta per la prima volta in Italia la chemioterapia “fuori dalle mura dell’ospedale”. Al suo interno muschi, licheni, agrumi, piante officinali e un’area riparata e protetta (ma che consente comunque una visuale sulla natura circostante) destinata alla chemioterapia. Per la prima volta in Italia, le pazienti, durante la terapia, potranno sperimentare un contatto diretto con la natura offerta dal giardino massimizzandone gli effetti. Insieme al giardino il Centro di farmacologia clinica di genere, reparto di degenza con 4 posti letto e un day hospital che si sviluppa su una superficie di circa mq. 380 ed è attualmente sede di circa 23 trial clinici in ginecologia oncologica di fase II-III, la maggior parte sui carcinomi dell’ovaio. Il Centro, spiega Scambia, offre “la possibilità di ricevere terapie con farmaci sperimentali, cioè ancora in fase di studio. L’obiettivo principale è personalizzare i trattamenti medici su misura del singolo paziente e sviluppare nuovi farmaci antitumorali per garantire trattamenti mirati, più efficaci e con meno effetti collaterali, sulla base delle caratteristiche genetiche e molecolari di ogni tumore senza sottovalutare le ansie e le aspettative personali. La realizzazione di una unità dedicata agli studi clinici permette di ottimizzare, facilitare e garantire un elevato standard qualitativo ai pazienti che, accettando di sottoporsi ad una terapia sperimentale, necessitano di maggiore assistenza, supporto e confort”.

 

 

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