Diocesi: mons. Zedda (Iglesias), le feste religiose “non siano fiera dello spreco, del consumismo e della banalità”

“Le feste religiose devono esprimere anzitutto testimonianza di fede e di vita cristiana ed essere momenti forti dello spirito, occasione di preghiera e di riflessione”. Lo scrive il vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, nelle indicazioni riguardo ai comitati per le feste religiose pubblicate su “Sulcis Iglesiente Oggi”, il blog del settimanale diocesano. Un testo nato dalla consapevolezza che “nelle diverse parrocchie della diocesi la prassi attualmente seguita riguardo alla costituzione dei comitati per le feste religiose e ai rapporti tra gli stessi comitati e i parroci non è uniforme e presenta talora qualche difficoltà”. Così il vescovo mette in guardia dalla tentazione di cadere nella “fiera dello spreco, del consumismo, della banalità”. Non può, sottolinea il vescovo, non esserci un accordo tra il comitato per la festa e il parroco, che “ne resta il primo responsabile, anche quando le spese di organizzazione fossero sostenute – con adeguate convenzioni – da organizzazioni civili”. Mons. Zedda precisa il ruolo del comitato, cioè quello di “offrire collaborazione alla comunità parrocchiale per la realizzazione delle manifestazioni religiose ed eventualmente anche di quelle civili”. E poi invita i componenti a “distinguersi per serietà di comportamento e spirito cristiano e partecipare attivamente alla preparazione spirituale e catechetica e ai momenti liturgici della festa”. Il presule chiede trasparenza nelle raccolte delle offerte per l’organizzazione delle feste. Quindi, indica l’uso di un’unica cassa “in cui convergano le libere offerte dei fedeli ed eventuali contributi pubblici espressamente finalizzati alla festa”, mentre le persone deputate alla raccolta delle offerte devono “essere autorizzate dal parroco con mandato scritto”. Infine, l’obbligo di “documentare dettagliatamente la contabilità”.

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