Rifugiati: Caritas Europa, appello ai governi europei “più vie legali e sicure e programmi di resettlement”

Caritas Europa lancia oggi un appello ai governi europei “per incrementare vie legali e sicure per i rifugiati e programmi nazionali di resettlement” (reinsediamento), ossia il trasferimento da uno Stato in cui hanno presentato la richiesta d’asilo ad un altro Stato. “Desideriamo una Europa che provveda a soluzioni durature per le persone bisognose di protezione – afferma Caritas Europa alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra il 20 giugno – e mostri una responsabilità globale condividendo con i Paesi che già ospitano la maggioranza dei rifugiati nel mondo”. “I resettlement possono essere una dimostrazione molto tangibile della volontà dei Paesi di condividere la protezione dei rifugiati con i Paesi che hanno sulle spalle le maggiori responsabilità – afferma Shannon Pfohman, di Caritas Europa – e offrire anche soluzioni durature alla re-integrazione dei rifugiati le cui vite e diritti di base possono essere in pericolo nei primi Paesi di asilo. In ogni caso, il resettlement deve mantenere intatte le sue funzioni di protezione e non essere invece funzionale a obiettivi politici di controllo e deterrenza nei confronti delle migrazioni”. Inoltre, precisa, “il resettlement non dovrebbe mai rimpiazzare il diritto a fare richiesta volontaria di asilo in un Paese”. Nel mondo sono 22,5 milioni le persone forzate a fuggire dal proprio Paese, l’85% dei rifugiati sono ospitati da Paesi in via di sviluppo come l’Etiopia. La Turchia è nel mondo il Paese con il più alto numero di rifugiati (2,8 milioni), in Libano ce ne sono 1 milione, una persona su 6. Secondo l’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) almeno 1,2 milioni di persone hanno bisogno di programmi di resettlement (dati riferiti al 2017) ma solo il 5% sono stati effettivamente realizzati.

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