Giovani: Caselli (Università di Genova), “rischiano di essere la generazione del ‘tardi’”

“Ogni generazione ha bisogno dell’altra. Sia quella del 1968 ha bisogno dei giovani di oggi sia quella del futuro necessita della precedente. Serve un patto tra generazioni per arricchirsi reciprocamente”. Lo ha detto Lorenzo Caselli, docente emerito di Economia dell’Università di Genova, intervenendo oggi pomeriggio , a Roma, al convengo del Settore Giovani di Azione Cattolica sul loro impegno a 50 anni dal ’68. Mettendo a confronto l’impegno di generazioni diverse, partendo dal ’68, Caselli ha affermato che “allora il miracolo economico era giunto al capolinea e i valori di solidarietà si contrapponevano a quelli dominanti”. Il docente ha poi sottolineato come “i giovani in Italia a prima vista siano una forza debole, poco attiva nei processi di cambiamento, forse perché manca la spinta dei grandi ideali o per l’incertezza nel futuro”. “Eppure l’Italia ha bisogno di giovani come energia positiva. Non ne sembra, però, consapevole. Devono potersi mettere alla prova e impegnarsi ma mancano le condizioni. La generazione adulta ha largamente mancato alle sue possibilità”. Secondo Caselli, “i giovani corrono il rischio di non avere memoria perché non gliel’ha tramandata nessuno, hanno timore del futuro e si fermano in un presente dilatato e a volte virtualizzato”. “Quindi, rischiano di essere la generazione del ‘tardi’. Diventa adulta tardi, lascia casa tardi, si sposa tardi”. La via dell’evoluzione, secondo Caselli, ha altre traiettorie. “Per evolversi i ragazzi hanno bisogno di utopie, ma oggi hanno paura di sognare. I sogni dei giovani sono garanzia per il futuro del Paese”.

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