Diocesi: Caritas Modena, “nuovo centro di accoglienza è per persone fragili ma con risorse ancora da spendere”

Un’opera-segno. Un luogo di accoglienza. Una casa allargata nel cuore della città. È tutto questo il nuovo centro di accoglienza “Papa Francesco” che sarà inaugurato a Modena domenica 17 giugno alle 17 alla presenza dell’arcivescovo Erio Castellucci, realizzato dalla Caritas diocesana nell’ambito del progetto triennale “Legami che liberano” finanziato con il fondo 8xmille Italia della Cei. “Il centro vuole rispondere a una fascia di povertà che non è quella a bassa soglia, né quella cronica o di chi vive nel disagio conclamato da anni. Si rivolge invece a persone che sono scivolate in una condizione di fragilità, in un disagio temporaneo: uomini, italiani o stranieri, che hanno ancora delle risorse da spendere. Il nostro obiettivo è quello di promuovere autonomie e far emergere in loro la consapevolezza che possono essere risorsa per la società”, ha spiegato Federico Valenzano, vice direttore Caritas e direttore Centro di ascolto diocesano. Una struttura di questo genere, su un territorio che offre molte risposte alle tante povertà, mancava. La scelta dell’ex convento dei gesuiti, nel pieno centro della città, “ha un particolare importanza – ha continuato Valenzano –, sta a significare che i poveri sono il nostro bene più prezioso e non vanno relegati in periferia o in un ghetto”. Lo spazio a disposizione è circa 400 metri quadrati con otto camere singole, alcune parti comuni e una cappella.

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