Civiltà cattolica: padre Occhetta sul governo Lega-Cinquestelle. “Riflettori puntati verso flat tax e reddito di cittadinanza”

Il 65° governo repubblicano, presieduto da Giuseppe Conte, ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica il 1° giugno 2018. “La lunga crisi, durata 88 giorni, ha tenuto il Paese con il fiato sospeso, minacciato la tenuta delle istituzioni e fatto crollare le borse”, si legge nell’articolo che all’argomento dedica “La Civiltà cattolica” (quaderno 4032, 16 giugno-7 luglio), a firma di Francesco Occhetta. “Il Governo giallo-verde di Conte – che nasce senza forze popolari e socialiste di tradizione europea – è una scelta di compromesso”. “La realtà politica è più complessa delle idee e i fatti lo hanno dimostrato: l’alleanza tra M5S e Lega non è stata votata dal popolo; il presidente Conte non è stato scelto dal popolo; scegliere prima e poi decidere di non sostituire Savona non era stato deciso dal popolo. Eppure, tutte queste scelte sono state possibili e legittime per il principio democratico della rappresentanza”, si legge nel sito della rivista, che presenta un abstract dell’articolo. “Conte rappresenta una squadra, e non è un uomo solo al comando; anzi, il suo compito politico sarà quello di dirigere senza essere anche il primo violino, per rispondere ai punti del programma. In particolare, le due misure su cui sono puntati i riflettori sono la flat tax e il reddito di cittadinanza, che prevede 780 euro al mese per chi ha perso il lavoro”.
Occhetta osserva inoltre che i due leader Di Maio e Salvini “escono rafforzati dalle convulse vicende della crisi; hanno compreso che il sistema ha un’istituzione di garanzia forte, che non si può bypassare. La responsabilità di governo è la soglia per diventare politicamente adulti. Per loro vale la massima romana, simul stabunt simul cadent, ‘insieme staranno oppure insieme cadranno’”. “Qualora si passi da un contratto di governo a una vera alleanza politica stabile delle due ali del sistema, si potrebbe ridisegnare tutto lo scenario politico”. Non da ultimo, “le opposizioni hanno come compito quello di controbilanciare l’alleanza di governo”: in tal senso “si avvicinano le elezioni europee, che potrebbero favorire l’aggregazione di una nuova identità dei soggetti politici”. “Anche la Chiesa in Italia non si sottrarrà all’opera di coesione sociale, che svolge quotidianamente con le sue iniziative. Soprattutto accompagnerà con attenzione i grandi temi del pontificato di Francesco, come il lavoro degno e l’accoglienza degli immigrati, la giustizia e l’attenzione alle periferie, la cura dell’ambiente e una gestione dell’economia che includa le fasce più povere”.

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