Chiese d’Oriente: incontro Ccee. Parenti (Sant’Anselmo), essere “testimoni fedeli e credibili dell’Oriente cristiano di cui sono parte”

“Testimoni fedeli e credibili dell’Oriente cristiano di cui sono parte”. È questa, per Stefano Parenti, docente del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, la “missione” delle Eparchie presenti in Italia. Intervenuto al 21° Incontro dei vescovi orientali cattolici in corso nell’Eparchia di Lungro, sul tema “Liturgia e identità tra fedeltà e rinnovamento”, Parenti ha evidenziato il “trinomio identità – fedeltà – testimonianza”.
“Essere testimoni implica sempre un senso profondo di responsabilità – ha detto – perché la Chiesa di Lungro così come la Chiesa sorella di Piana degli Albanesi in Sicilia, è consapevole dei legami spirituali, reciprocamente riconosciuti, che la unisce alla Chiesa madre del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli”. Per Parenti, l’Eparchia lungrese “è consapevole che come ogni Chiesa orientale cattolica, possiede una tradizione liturgica comune e condivisa, a parte le legittime differenze locali, con l’intera comunità ortodossa”. Per questo “la Chiesa di Lungro prosegue sulla via di questa testimonianza con umiltà e determinazione esercitando il servizio ecumenico”. Ricordando le vicende storiche degli albanesi e il loro approdo in Italia, Parenti ha evidenziato come “la situazione di diaspora, nonostante il carico di problemi e di difficoltà, pastorali, organizzative, economiche, può essere vissuta come possibilità di voltare pagina, di rompere con il passato, di essere operatori di riconciliazione tra le Chiese cristiane presenti sul territorio e non di perpetuare all’estero i problemi che ci sono in patria”. Si tratta di realizzare “un laboratorio dove trarre cose antiche e cose nuove”. Relativamente alla liturgia e ai rapporti con le Chiese ortodosse, il relatore ha evidenziato come “la ricerca della propria tradizione autentica, disciplinare e liturgica, non è possibile a prescindere da un rinnovato interesse al patrimonio in comune con le rispettive Chiese orientali non cattoliche”, tra “fedeltà e rinnovamento”, perché “il rinnovamento sia nella fedeltà”.

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