Biblioteche ecclesiastiche: don Pennasso (Cei), “ascolto delle persone e delle comunità, collaborazione, formazione”

Nell’enciclica Laudato Si’, Papa Francesco afferma che “insieme al patrimonio naturale, vi è un patrimonio storico, artistico e culturale, ugualmente minacciato. È parte dell’identità comune di un luogo e base per costruire una ‘città abitabile”’. A ricordarlo è don Valerio Pennasso, direttore Ufficio nazionale beni culturali ecclesiastici – edilizia di culto della Cei. Intervenendo al convegno “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018)” in corso oggi e domani a Roma, Pennasso spiega che “l’invito è a farsi carico di un vero e proprio processo culturale di conoscenza, salvaguardia del patrimonio culturale perché possa esprimere tutto il suo valore nella costituzione dell’identità dei popoli e della costruzione della casa comune”. Di qui il ruolo delle biblioteche “in questo intreccio di relazioni che vanno a comporre e richiamano con urgenza un vero e proprio progetto culturale a partire dal patrimonio delle comunità”. Il sacerdote sottolinea l’importanza di lavorare insieme e di partecipare a un “Polo” per condividere “strumenti e metodi di lavoro, collaborazioni professionalizzanti, risorse e servizi, progettualità e prospettive. Tutto ciò per i veri soggetti dell’attività: il pubblico, le persone, le comunità”. Al riguardo un protocollo d’intesa tra Mibact, Miur e Regioni del ‘97 “potrebbe essere ripreso”, mentre per la formazione e l’aggiornamento “la collaborazione Cei – Abei è indispensabile”. Di qui alcune indicazioni: “l’attenzione e l’ascolto delle persone e delle comunità, alle loro necessità e aspirazioni; il servizio alla comunità dei bibliotecari; la disponibilità alla collaborazione con altri Istituti culturali; la collaborazione all’interno della comunità ecclesiale; la formazione”.

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