This content is available in English

Usa: card. DiNardo (vescovi) su decisione amministrazione Trump, “immorale la decisione di separare i bambini dalle madri”

(da New York) I vescovi statunitensi alzano la voce contro le recenti decisioni sull’immigrazione messe in atto dall’amministrazione americana e dal procuratore generale Jeff Session. Il card. Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale Usa, aprendo la sessione primaverile dell’incontro dei vescovi in Florida ha dichiarato “immorale la decisione di separare i bambini dalle madri” al confine tra Messico e Stati Uniti e ha apertamente contestato la decisione del procuratore generale di annullare la sentenza di un tribunale dell’immigrazione che aveva concesso asilo politico a una donna salvadoregna vittima di violenze domestiche. Di Nardo, unendosi a mons. Joe Vásquez, presidente della Commissione per le migrazioni, ha condannato risolutamente “il continuo uso della separazione familiare al confine tra Stati Uniti e Messico come attuazione della politica di tolleranza zero” stabilita dall’amministrazione Trump. DiNardo ha ricordato che leggi vigenti nel Paese devono “garantire che i bambini non siano separati dai loro genitori e esposti a danni e traumi irreparabili”. L’unità familiare non può essere sacrificata sull’altare della protezione interna: “Mentre proteggere i nostri confini è importante, possiamo e dobbiamo fare meglio come governo, e come società, per trovare altri modi per garantire tale sicurezza. Separare i bambini dalle loro madri non è la risposta”. Il presidente dei vescovi ha, inoltre, condannato la decisione del procuratore e ha dichiarato con preoccupazione che “l’asilo è uno strumento che preserva il diritto alla vita”: la decisione del procuratore rischia di colpire proprio le donne più vulnerabili, che in questo modo “dovranno tornare ed esporsi a pericoli estremi per la loro sopravvivenza e protezione”. Session aveva giustificato la sua azione affermando che gli Usa non potevano utilizzare le leggi per porre rimedio “a tutte le disgrazie”, ma per DiNardo questa ennesima decisione “rischia di colpire proprio le donne più vulnerabili”, che in questo modo “dovranno tornare ed esporsi a pericoli estremi per la loro sopravvivenza e protezione”. L’agire di Session, poi, rischia di erodere la già minacciata capacità di asilo del Paese e di estenderla ad altri casi.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo