Nave Aquarius: don D’Andrea (Salesiani per il sociale), “a bordo oltre 100 minori stranieri non accompagnati, giovani speranze dell’umanità”

“Una delle cose che ci fa maggior dispiacere è quando qualcuno ci chiude la porta in faccia senza adeguate motivazioni. Sappiamo bene che sulla nave Aquarius ci sono oltre cento minori stranieri non accompagnati, giovani speranze dell’umanità”. Così si esprime, in una nota, don Giovanni D’Andrea, presidente di Salesiani per il Sociale – Federazione Scs/Cnos. “Sono circa 600 le persone in balia del mare che non trovano un attracco. Non sono numeri – ammonisce don D’Andrea – ma persone ognuna con la sua storia, unica originaria ed irripetibile”. Secondo il salesiano, “non possiamo chiudere la porta in faccia vietando i porti italiani, è una questione di pieno rispetto della persona umana”. “Parafrasando un proverbio sapienziale africano – aggiunge – potremmo dire che chi vuol fare qualcosa di buono trova la rotta, chi non vuol fare chiude i porti: siamo qui per trovare la rotta giusta e ridare speranza a chi crede di averla perduta e calpestata”.
Salesiani per il sociale – Federazione Scs/Cnos è impegnata da diversi anni per dare risposte concrete al fenomeno migratorio, tutelando, in particolare, i minori stranieri non accompagnati. Con il progetto “M’interesso di te” nei primi tre mesi del 2018 sono stati contattati 106 minori, 26 organizzazioni pubbliche e private e l’equipe educativa ha realizzato 53 uscite per mappare i quartieri limitrofi alle grandi stazioni di Torino, Napoli e Catania. Mentre sono cinque le sedi che attualmente operano nella prima accoglienza di minori stranieri non accompagnati con un’utenza di circa 160 posti (13 sedi sono attive nella seconda accoglienza e 5 nella prima accoglienza).

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