Giornata mondiale poveri: mons. Fisichella, “chiamata all’ascolto che si trasforma in intervento”, per dire no a “indifferenza e impassibilità”

“La Chiesa con questa Giornata intende ribadire la sollecitudine della comunità cristiana verso quanti vivono ai margini della società a causa della loro condizione di povertà”. Lo ha detto mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, presentando, in sala stampa vaticana, il messaggio del Papa per la Giornata mondiale dei poveri, voluta da Francesco nel Giubileo del 2016. Tale iniziativa, per Fisichella, “vuole essere una chiamata per la comunità cristiana all’ascolto che si trasforma poi in intervento, in azione concreta, per affermare a voce alta il rifiuto dell’indifferenza e dell’impassibilità che attanagliano questo periodo storico più di altri. È un invito all’incontro con le diverse forme di sofferenza ed emarginazione in cui vivono tanti uomini e donne che siamo abituati a disegnare con il termine di poveri”. “Nessuno può sentirsi escluso dall’amore di Dio, specialmente in un mondo che eleva spesso la ricchezza a primo obiettivo e rende chiusi in se stessi”, ha ammonito Fisichella, che sulla scia del messaggio del Papa ha sottolineato che ogni iniziativa di aiuto e assistenza deve “essere inquadrata in questa prospettiva di incontro con l’altro e non invece nel circuito chiuso dell’autocompiacimento delle coscienze”. “La Giornata mondiale dei poveri non lenirà probabilmente tutte le ferite che lacerano la vita di quanti vivono ai margini”, ha concluso Fisichella, ma “vuole essere un segno di speranza e una provocazione a diventare strumenti di misericordia viventi nel tessuto capillare della società, della comunità e dell’incontro personale”.

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