Empori solidali: Sabbadini (Istat), “situazione sta diventando socialmente insostenibile. Dare subito priorità agli ultimi. Serve battaglia culturale”

A creare le condizioni per il raddoppio della povertà è stata la lunghezza della crisi, a differenza di quella degli anni ’90, violenta ma concentrata. Senza misure adeguate questa povertà continua a peggiorare mentre “è cambiata la mappa dei rischi. Bambini e giovani sono i più esposti (incidenza triplicata), insieme alle famiglie operaie, mentre in termini relativi è migliorata la condizione degli anziani”. A spiegarlo è oggi a Roma Linda Laura Sabbadini (Istat-Dipartimento politiche sociali statistica sociale), al convegno “Comunità solidali negli anni della crisi” promosso da Caritas italiana e Caritas diocesana di Roma. L’esperta parla di una “crisi trasversale che ha toccato tutte le aree del Paese, anche le più ricche, provocando anche l’impoverimento del ceto medio. Inoltre si è ulteriormente allargata la forbice nord- sud”. Solo il gap di genere non è aumentato, anzi si è ridotto di cinque punti ma secondo Sabbadini non è una buona notizia: “tre punti hanno a che fare con l’implementazione dell’occupazione femminile ma gli altri due sono legati al ‘crollo’ degli uomini. E’ una riduzione del gap di genere al ribasso, soprattutto al sud”. Di qui un monito: “A fronte del grande fallimento nell’affrontare la situazione del Paese, la priorità deve essere data agli ultimi, da subito e con decisione perché la situazione sta diventando socialmente insostenibile. La logica secondo la quale le politiche sociali sono un costo su cui risparmiare e non un investimento è troppo egemone. Oltre a stare vicino ai poveri occorre portare avanti con decisione una battaglia culturale su questo”.

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