Empori solidali: Iannone (Caritas Roma), “territorio che si fa carico dei suoi elementi più fragili”

“L’emporio è una boccata d’ossigeno. Etimologicamente significa ‘approdo’ per trovare un po’ di sollievo”. Lo ha detto Simone Iannone, segretario generale Caritas diocesana di Roma, ripercorrendo la nascita del primo emporio della solidarietà nato nella capitale, presso la Cittadella della Carità “Santa Giacinta”, nel 2008 per “superare il pudore di tante famiglie in difficoltà che si vergognavano di chiedere aiuti ai centri d’ascolto”. L’emporio, spiega, “ci ha permesso di entrare in uno spaccato che non conoscevamo. Suo punto di riferimento, un progetto costruito intorno alla famiglia, andando oltre il pacco mensa per crescere nella presa in carico delle persone”. Attualmente gli empori Caritas a Roma sono quattro “e sta crescendo un’esperienza a Marconi”. Il valore aggiunto è quello di “parrocchie che si mettono insieme : la bellezza di un volontariato che lavora insieme per dare risposte, di un territorio – commercianti, supermercati, aziende locali – che si fa carico dei suoi elementi più fragili e dona beni e prodotti. C’è una realtà – assicura Iannone – che produce addirittura per noi, con un apposito bollino”. “Tre volte l’anno – dice ancora – 500 ragazzi (Azione cattolica, scout, dopocresima) vanno nei supermercati a fare le raccolte”. Ed ora sta nascendo l’esperienza della domiciliarità, definita dal direttore mons. Feroci con una battuta “esperienza Amazon”: volontari, conclude Iannone, “che entrano in punta dei piedi nelle case per portare il cibo ed entrano così in relazione con le famiglie”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo