Summit di Singapore: mons. Hee-joong (vescovi), “penisola coreana da polveriera di conflitti a centro della pace”

Bandiere di Corea del Sud e Corea del Nord

“I leader religiosi in Corea faranno del loro meglio insieme a tutto il popolo coreano per trasformare la penisola coreana da polveriera di conflitti a centro della pace mondiale”. Così scrive la Conferenza coreana delle religioni per la pace (Kcrp) in una dichiarazione del suo presidente l’arcivescovo cattolico mons. Kim Hee-joong – pervenuta oggi al Sir – in merito allo “storico vertice” tra Corea del Nord e Stati Uniti che si è tenuto ieri a Singapore. “Una giornata profondamente commovente”. Un incontro – si legge ancora nel comunicato – volto a “portare una pace duratura nella penisola coreana, a quasi 68 anni dallo scoppio della guerra di Corea del 25 giugno 1950 e a 65 anni dall’accordo di armistizio che fu firmato il 27 luglio 1953. Dopo intensi preparativi e discussioni sincere, i due leader hanno firmato una dichiarazione congiunta, gettando così le basi per l’avvio di un lungo viaggio che determinerà il destino della penisola coreana e il futuro della pace mondiale”. La Conferenza coreana delle religioni per la pace (Kcrp) esprime “rispetto al leader nordcoreano, Kim Jong-un, per l’audace leadership mostrata e al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel raggiungere l’accordo storico. E dà il suo pieno sostegno alla dichiarazione congiunta”. “La Corea del Sud e del Nord punta così a intraprendere la strada verso la prosperità e la pace con i Paesi limitrofi, sulla base del successo del vertice intercoreano e del vertice nord-coreano con gli Stati Uniti”.

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