Parlamento Ue: caso-Aquarius, dibattito in emiciclo. Tajani, “Stati continuano a perdere tempo”. Scontri verbali tra deputati italiani

Nelle foto: Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, e il commissario Ue Valdis Dombrovskis

(Strasburgo) Nuovo dibattito a Strasburgo sul tema delle migrazioni e la riforma di Dublino a partire dal caso-Aquarius e dai porti chiusi in Italia. Numerosi gli interventi degli eurodeputati, preceduto da quelli dei rappresentanti di Consiglio e Commissione Ue. Ma l’avvio alla discussione viene da un intervento del presidente Antonio Tajani che afferma: “Gli Stati membri continuano a perdere tempo” senza creare alcuni politica migratoria comune e lasciando soli i Paesi più esposti ai flussi. “Il parlamento – dice – ha assunto una posizione che coniuga fermezza e solidarietà. Il prossimo Consiglio europeo” di fine giugno “deve prendere delle decisioni, perché non c’è solo la questione delle migrazioni, qui è in ballo la sopravvivenza stessa dell’Unione”. Tajani chiede interventi a breve, medio e lungo termine: frenare i flussi, stabilizzare la Libia, accrescere gli investimenti in Africa. Il commissario Dimitris Avramopoulos ripete e articola le posizioni già espresse nei giorni scorsi. “Non si tratta – dice – di puntare il dito contro questo o quello Stato, ma di agire coniugando responsabilità e solidarietà”. “Di certo non possiamo restare con le mani in mano mentre in mare le persone rischiano la vita”.
Avramopoulos segnala quindi una convergenza di intenti tra Commissione e Parlamento a fronte della divisione, che produce inazione, dei governi degli Stati aderenti. Ricorda che gli arrivi in Italia sono calati del 76% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si sofferma sulla protezione delle frontiere. “Servono regole chiare – aggiunge – perché soccorso e accoglienza non ricadano solo sui Paesi mediterranei, perché la migrazione è una sfida per tutti gli Stati membri”. Durante il dibattito consuete divisioni “politiche” tra i deputati italiani con vivaci scontri verbali. La leghista Mara Bizzotto attacca i governi precedenti e dichiara: “Chiuderemo i porti e difenderemo gli interessi degli italiani”. Poi attacca anche il Parlamento europeo (“ipocrita”) e l’Ue nel suo insieme. Quindi il presidente Tajani la riprende.

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