Vino: in Cina etichette italiane a quota 7%

Secondo i dati dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, nel 2017 i consumi di vino in Cina sono cresciuti del 3% sul 2016 e le importazioni hanno toccato il valore di 2,5 miliardi di euro, raddoppiate in valore negli ultimi dieci anni. Mentre la quota di mercato dell’Italia in questa prima parte del 2018 è pari al 7%. I margini di crescita per le esportazioni nazionali restano quindi ancora molto elevati.
Lo dice una nota diffusa da Vinitaly-Veronafiere in occasione dell’avvio oggi di una missione d’affari con 46 aziende, tra cantine italiane e distributori, e oltre 300 etichette in degustazione. “Per conquistare nuovi consumatori – viene spiegato dagli organizzatori –, è necessario prima far apprezzare qualità e varietà della produzione vitivinicola made in Italy a importatori, agenti e canale degli hotel, ristoranti e bar”. La missione commerciale coinvolge tre metropoli nel sud-est del Paese (Shenzhen, Changsha e Wuhan), con oltre 40 milioni di abitanti. Nelle città, infatti, si concentra il futuro della domanda di vino del Gigante asiatico, grazie al peso sempre maggiore di una upper class con elevata capacità di spesa (sarà il 25% della popolazione nel 2022) e un tasso di urbanizzazione che nei prossimi cinque anni salirà di 5 punti, fino al 63%. Nella realizzazione della missione ha preso parte anche Ice-Italian Trade Agency che si occupa anche di una serie di incontri di formazione per promuovere la conoscenza degli oltre 500 vitigni italiani.

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