Summit di Singapore: Tveit (Wcc), Trump e Kim Jong-un “mettano la loro saggezza e il loro potere a servizio della pace”

“Questo incontro è una possibilità di pace che è stata data non solo alla Corea ma al mondo, e spero che i due leader impegnati in questo processo possano mettere la loro saggezza e il loro potere al servizio di questo processo. È una chance che va usata con grande sapienza e forza”. È il messaggio che il rev. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), lancia al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e al leader nordcoreano, Kim Jong-un, alla vigilia dello storico vertice di Singapore. Il Wcc – organismo ecumenico mondiale che il 21 giugno prossimo accoglierà Papa Francesco nella sua sede di Ginevra – è fortemente impegnato nella riconciliazione della Corea. “La gente in Corea è stata divisa per moltissimi anni”, dice al Sir il pastore Tveit. “Il Wcc ha sempre lavorato con le persone del Sud e del Nord per la pace, per la cooperazione e perché la comunità internazionale potesse influire sul processo di riconciliazione e di pace. Ora vediamo che questo processo è stato avviato soprattutto in occasione del vertice intercoreano del 27 aprile scorso e che è stato sancito da una dichiarazione. Significa che non può essere fermato”.
Quest’anno il pastore Tveit ha visitato con una delegazione del Wcc il Nord e Sud Corea la prima settimana di maggio. “Era chiaro – ricorda il segretario generale – che entrambe le parti erano profondamente impegnate in questo processo di pace. La notizia di questo summit di Singapore tra i leader del Nord Corea e degli Stati Uniti domani è una conferma che c’è un impegno serio di tutte le parti perché si trovino soluzioni che possano portare pace, riconciliazione e un serio processo di denuclearizzazoone della regione”.
“Ricordo – aggiunge il pastore – quando parlai con il presidente Santos in Colombia riguardo al processo di pace in quel Paese. Lui mi disse ‘io sono un politico e ho il potere di fare la guerra o di fare la pace. Fare la guerra è più facile che lavorare per la pace, ma la pace è molto più importante’. Anche oggi dico: dobbiamo cominciare a fare le cose giuste. Tutti e due i leader, americano e nordcoreano, possono farlo. Ma hanno bisogno di tutto il nostro supporto per questa iniziativa ma soprattutto per i risultati futuri che emergeranno”.
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