Nave Aquarius: Lotta (Vis), “giusto pensare a nuove soluzioni” ma “non può essere fatto sulla pelle dei disperati”

“Persone in carne ed ossa diventano oggetto di sfruttamento politico, la vita di uomini e donne in cerca di aiuto usate per dare un ‘segnale’ all’Europa. In una situazione che oggettivamente in questo momento non presenta alcuna emergenza migranti, visto che il numero degli sbarchi è da mesi in calo, la fuga di più di 600 disperati viene usata in maniera strumentale e pretestuosa”. È quanto si legge in una nota del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo). Per il presidente, Nico Lotta, “l’operazione di salvataggio delle persone a bordo della Aquarius è italiana ed è stata coordinata dal Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo della Capitaneria di porto di Roma. Due terzi dei migranti presenti sulla nave sono stati trasbordati da imbarcazioni della Marina militare italiana. Un elicottero della nostra Marina ha illuminato la zona durante il salvataggio e la nave aveva già avuto disposizioni per poter attraccare a Messina”. Quello che sta accadendo, quindi, è “del tutto irrituale, perché le Ong agiscono in base ad accordi presi con il Governo e a protocolli definiti”. Ma quanto sta accadendo in queste ore è anche “inspiegabile se guardiamo i numeri”: “L’Unhcr evidenzia che i rifugiati residenti a metà del 2017 Italia erano lo 0,26% rispetto alla popolazione e a Malta l’1,8% – prosegue Lotta – ritengo quindi allarmante che il nostro ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti chiuda i porti e che quello dell’Interno se la prenda con Malta. Allo stesso tempo, è ancora più preoccupante che indichi come modello Orban, che ha chiuso completamente al ricollocamento dei rifugiati. Prima di tutto dobbiamo occuparci delle persone che senza colpa ci stanno chiedendo aiuto, innanzitutto occorre essere umani, e partire da qui per cercare una soluzione comune. L’Europa resta la grande assente, ed è giusto che l’Italia pensi a nuove soluzioni per la gestione e la condivisione del fenomeno migratorio. Ma questo non può essere fatto sulla pelle dei disperati e calpestando i diritti umani”.

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