Nave Aquarius: Cini, “mettere al centro i principi di umanità e solidarietà”

Il Coordinamento italiano delle Ong internazionali (Cini) “esprime forte preoccupazione per la decisione annunciata dal ministro degli Interni Salvini di chiudere i porti italiani alla nave Aquarius, in navigazione con 629 naufraghi provenienti dal Nordafrica, tra cui 123 minori non accompagnati e 7 donne incinte. Chiede a tutti i soggetti politici italiani di prendere una posizione forte in proposito, che metta al centro i principi di umanità e di solidarietà e che richiami il Governo – e in particolare il ministro delle Infrastrutture Toninelli, responsabile ultimo della decisione sulla chiusura dei porti – agli obblighi inderogabili che l’Italia ha assunto in materia di rispetto dei diritti umani”. È quanto si legge in una nota diffusa dal Cini nella quale si ricorda che “le convenzioni internazionali sul diritto del mare si fondano sull’obbligo di solidarietà in mare, che sarebbe disatteso nel caso in cui fosse negato l’accesso al porto di una nave con persone appena soccorse e bisognose di assistenza immediata”. “Il rifiuto a priori di far approdare la nave in porto – prosegue la nota – comporta l’impossibilità di valutare le situazioni individuali delle persone a bordo”, “viola il divieto di espulsioni collettive” e “può comportare la violazione degli articoli 2 (diritto alla vita) e 3 (proibizione della tortura) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu), qualora le persone soccorse abbiano bisogno di cure mediche urgenti, o di generi di prima necessità (cibo, acqua, medicinali), e queste necessità non possano essere soddisfatte per effetto del rifiuto”. Per il Coordinamento, “invece di creare un sistema lungimirante di migrazioni regolari e ordinate che metta a disposizione percorsi sicuri, e di promuovere il rispetto dei diritti umani nei Paesi colpiti da guerre, povertà o persecuzioni, l’Italia – insieme agli altri Paesi europei – sembra concentrarsi sempre più sulla chiusura delle frontiere, sul rifiuto del principio di solidarietà e su negoziati con governi che violano i diritti umani, allo scopo di impedire le partenze”. “Non così – aggiunge il Cini – la pensano i cittadini di tante città italiane, come dimostrano le dichiarazioni di disponibilità ad accogliere i naufraghi dell’Aquarius rese dai sindaci di Napoli, Messina, Palermo e Reggio Calabria in queste stesse ore, disponibilità che ancora una volta intende supplire dal basso alle mancanze della politica nazionale”.

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