Nave Aquarius: Barbera (Cipsi), “nessun Paese ha il diritto di chiudere l’accesso alla speranza di vivere”

“Nessun Paese ha il diritto di chiudere l’accesso alla speranza di vivere e alla sopravvivenza. Nessuna civiltà può fare a meno dei principi di solidarietà, dei diritti umani, della giustizia, senza cadere nell’inciviltà e nelle barbarie”: lo afferma Guido Barbera, presidente del Cipsi, coordinamento di 34 associazioni di cooperazione e solidarietà internazionale in merito alla chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius con 629 migranti salvati da un naufragio, ferma nel Mediterraneo, a metà strada tra la Sicilia e Malta. “Compito della politica e dei politici – continua Barbera -, è garantire i diritti di tutti gli esseri umani: bambini, donne, uomini, e la loro convivenza. La politica deve liberarsi da interessi ed affari, ed avere il coraggio di guardare in faccia ogni persona umana, senza distinzioni di età, sesso, razza, cittadinanza. La vita va tutelata e garantita, non può essere oggetto di contese e prove di forza tra politici”. “Un Paese non è forte per quante armi possiede o per quanto alza la voce – osserva -, ma per quanto sa offrire alla convivenza e al benessere dei cittadini. Nessuno, oggi, può fermare i nostri giovani dal partire verso altri Paesi, così come nessuno, oggi, può fermare chi cerca un futuro nei nostri Paesi. Solo riconsegnando la dignità umana che appartiene ad ogni essere umano, potremo superare le ingiustizie e ritrovare equi livelli di convivenza e vita nel nostro pianeta. Non con la forza, ma nella civiltà”. Barbera esprime la sua condanna per questa “politica che disprezza la vita e la salvezza delle persone migranti. Chiediamo a tutti di rialzare la testa con la fierezza ed il coraggio di guardare in faccia ed accogliere chi soffre, non cacciarlo o lasciarlo in balia dell’oceano. La solidarietà è un dovere. Salvare le persone in mare e portarle in terra è un obbligo”.

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