Nave Aquarius: Acli, “ogni singola vita viene prima di qualsiasi accordo”

“Rispetto alla vicenda della nave con a bordo 600 migranti in attesa di un’autorizzazione all’attracco, ci spaventa l’idea di una prova di forza tra Paesi d’approdo che si eserciti a scapito di esseri umani. E non vorremmo che fosse stata inaugurata una nuova modalità di gestione dell’accoglienza”. È quanto scrive la presidenza nazionale della Acli in una nota con la quale chiede al governo italiano che “si consenta subito alla nave Aquarius l’attracco in un porto sicuro”. L’Aquarius, nave dell’ong Sos Méditerranée con a bordo 629 migranti salvati da un naufragio, è ferma da ieri nel Mediterraneo, a metà strada tra la Sicilia e Malta. “Dall’inizio dell’anno – prosegue la nota – sono morte almeno 750 persone in assenza di politiche dell’Unione condivise. Non è il consenso interno che deve guidare la linea sull’immigrazione ma il consenso internazionale in linea con gli accordi concordati a livello europeo. In ogni caso, qualunque accordo non vale una vita umana”. “Le Acli – conclude la nota – fanno appello al Governo italiano affinché intervenga positivamente e tempestivamente a tutela della vita: l’Italia ha posto all’Europa una questione politica. Ora però, fedele alla sua storia e alla sua tradizione di solidarietà e di accoglienza, il nostro Paese intervenga senza ulteriori attese”.

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