Hate speech: Rossini (Acli), “legato a codardia”. “Vergognosi gli epiteti a Mattarella. Educare giovani e colpire responsabili”

“La parola odio è per se stessa antitetica ad ogni valore. A maggior ragione lo è per le Acli che da sempre si battono per favorire solidarietà ed inclusione”. Lo dice il presidente nazionale Roberto Rossini in una riflessione per il Copercom. Secondo il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione, l’hate speech, il discorso d’odio, è sempre più diffuso online. Le recenti ingiurie al presidente della Repubblica, durante la formazione del nuovo governo, sono soltanto la punta dell’iceberg di un fenomeno che interroga, in primo luogo, i comunicatori di professione. Di  qui l’idea di offrire “un contributo alla riflessione comune” attraverso i commenti di associazioni da sempre in prima linea nella difesa della libertà e del pluralismo. “L’odio online – sottolinea Rossini – è un fenomeno strettamente legato alla codardia, perché spesso si cela dietro l’anonimato e riproduce – sempre nella rete – un ‘effetto branco’ che rende tutto lecito, tutto possibile. Ed amplifica gli effetti delle espressioni odiose. Si tratta di una condotta anti-etica ed anti-giuridica”. Il recente episodio dei “vergognosi epiteti rivolti al presidente Mattarella ne è soltanto l’apice: occorre – conclude il presidente delle Acli – agire a tutti i livelli, anche introducendo innovazioni normative per colpire i responsabili. E coinvolgendo tutte le agenzie educative per spiegare ai giovani che l’odio genera odio sia sul web che nella vita reale”.

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