Cile: Claret (laici di Osorno), “ora inizi un processo di cambiamento reale per non ripetere stessi errori”

“Non ci sono né vinti né vincitori. Abbiamo perso troppo per rallegrarcene”: inizia così la dichiarazione di Juan Carlos Claret Pool, portavoce dell’organizzazione dei laici e laiche di Osorno, in Cile, che da anni chiedevano la rimozione del vescovo Juan de la Cruz Barros, coinvolto nello scandalo Karadima per aver coperto gli abusi. Oggi il Papa ha accettato la rinuncia del vescovo Barros e di altri due vescovi cileni, nominando altrettanti amministratori apostolici alla guida delle diocesi di Osorno, Puerto Montt e Valparaiso. Il portavoce dei laici e laiche di Osorno sottolinea, in una nota inviata ai media locali e al Sir, che a “rimuovere il vescovo è stata la forza della verità” perché “non era possibile continuare ad evitare la realtà”: “E’ stato il coraggio delle vittime e la perseveranza della comunità di Osorno, insieme all’attenzione seria e costante della stampa, che hanno permesso all’ingiustizia di non restare impunita”. Ora, con la rimozione del vescovo di Osorno, “si realizza la condizione minima per iniziare un dialogo che cerchi di ricostruire la diocesi”, precisa Claret Pool: “La riparazione non è automatica, è necessario cominciare un processo sincero le cui possibili condizioni non possono ricadere su coloro che hanno sofferto il danno ma su chi ha riconosciuto di aver sbagliato”. “Il processo che desideriamo iniziare, promosso dal vescovo Scicluna e dal sacerdote Bertomeu – afferma -, è un momento unico che può essere esemplare per il mondo. Il solo fatto che vengano a Osorno è la dimostrazione di aver compreso che il problema non si risolve solo cambiando le persone. Papa Francesco descrive una cultura dell’abuso, dell’occultamento e una psicologia delle élite, contro cui dobbiamo lavorare insieme per un cambiamento reale affinché non si ripeta lo stesso errore. Perciò non è concepibile che rimuovendo vescovi tutto continui allo stesso modo. Così, solo così, renderemo la Chiesa uno spazio che protegge e potremo collaborare perché milioni di bambini, bambine e adolescenti possano vivere la propria fede senza abusi”. I laici e laiche di Osorno chiedono inoltre al vescovo rimosso “se anche lui cerca il perdono, di assumersi le proprie responsabilità – incluse quelle penali – nella ricerca della verità, della giustizia e della riparazione”.

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